IL BLUFF DELLE EMBRIONALI CHE NON CONVINCE I FRANCESI

Vita: politiche di bioetica

Parigi. Nel numero di gennaio del mensile di divulgazione scientifica La Recherche, che fa un bilancio dei progressi scientifici ottenuti nel 2004, trova posto anche la biologia, con un lungo articolo sulle cellule staminali embrionali. Titolo e sottotitolo sembrano fatti apposta per imbarazzare la nuova ortodossia scientista nostrana: “Cellule staminali, risultati embrionali”.

«Nel 2004 non è passato mese senza che le cellule staminali embrionali non attirassero l’attenzione dei media. Si è installato un discorso rituale che le presenta come il mezzo per guarire, un giorno, le malattie di Parkinson e Alzheimer, il diabete, le malattie cardiache. Ma dal fantasma alla realtà c’è un mondo». La Recherche, che non ha nulla a che vedere con il Vaticano e che non è quindi il bollettino degli oscurantisti e nemmeno si interessa alle polemiche che in Italia stravolgono la discussione sulle cellule staminali embrionali, nel suo lungo articolo dà la parola ai ricercatori.
Philippe Hantraye, specialista del sistema nervoso centrale, è scettico sulla possibilità di curare la malattia di Parkinson con le cellule staminali embrionali e ricorda che, oltre alla possibilità concreta che le cellule trapiantate possano degenerare trasformandosi in tumori, «le cellule trapiantate non possono che rimpiazzare i neuroni distrutti ma non possono opporsi alla progressione della malattia». Stessa cosa, anche se per ragioni in parte diverse, sulla possibile cura della malattia di Alzheimer. Nell’articolo si può leggere infatti che i neuroni distrutti non potranno essere comunque riparati: «la degenerazione neuronale, che si pensa sia inizialmente localizzata in una certa parte della corteccia cerebrale, si diffonde velocemente in tutto il cervello. è quindi all’inizio della malattia che si dovrebbe poter agire. Problema: la patologia, difficile da diagnosticare con sicurezza perfino a uno stadio avanzato, è praticamente impossibile da diagnosticare a uno stadio precoce».
Anche François Pattou, specialista della terapia cellulare, è scettico sull’efficacia terapeutica delle cellule staminali embrionali: «L’ostacolo maggiore è il rigetto del trapianto. E questo problema è possibile non sia risolto con le cellule staminali (embrionali)». Un problema di rigetto la cui soluzione, dice Raphael Scharfmann, «è praticamente al punto zero». Ai più distratti va ricordato che non esiste un problema di rigetto per le cellule staminali adulte per il semplice fatto che la loro origine è lo stesso malato.


Gianluca Arrigoni, (C) Tempi – 27 Gennaio 2005