I vescovi inglesi vogliono il Wudhu nelle scuole cattoliche…

Dal mondo

Vescovi U.K. proposta choc

Creare sale di preghiera islamiche nelle scuole cattoliche, e modificare i bagni in modo che i musulmani possano lavarsi prima della preghiera quotidiana…

 

Ci devono essere scuole di preghiera per musulmani in ogni scuola cattolica: questa la proposta choc dei vescovi inglesi che propongono anche che i bagni degli istituti siano modificati in modo da soddisfare le esigenze di purità rituale connesse ai cinque appuntamenti religiosi che ogni buon seguace del Profeta deve onorare quotidianamente. La proposta costituisce certamente un passo fortemente innovativo, e provocherà reazioni sia da parte del genitori degli altri alunni che del governo, secondo osservatori britannici, perché si colloca oltre quelli che sono gli standard riconosciuti per tutelare diritti e necessità delle minoranze religiose. I vescovi tentano in questo modo di spuntare le critiche di quanti sostengono che le scuole religiose seminano divisioni, e di dimostrare che sono alla’avanguardia nel costruire ponti fra i popoli di fedi diverse. Nel loro documento i presuli affermano che circa il trenta per cento degli alunni iscritti alle scuole cattoliche professano una fede non cristiana. “Se possibile, una o più stanze dovrebbero essere rese disponibili per l’uso degli alunni e del personale di altre fedi per pregare”, hanno scritto i vescovi in un documento intitolato: “Scuole cattoliche, Bambini di altre fedi e Coesione Comunitaria”. Scrivono inoltre che “i bagni esistenti dovrebbero essere modificati per soddisfare le esigenze di pulizia rituale individuale che è talvolta parte del loro stile di vita religiosa e dei loro riti. Se quegli spazi non sono disponibili in maniera permanente, almeno per le maggiori festività religiose si dovrebbe fare uno sforzo straordinario per organizzare questo genere di servizio”. Il “Wudhu”, cioè il rituale di pulizia islamico, deve essere compiuto prima di ogni preghiera. L’Islam insegna che i musulmani non sono pronti per la preghiera se non hanno compiuto il Wudhu dopo aver espletato le funzioni corporali. Il Wudhu richiede il lavaggio delle mani, delle braccia, dei piedi tre volte ciascuno, e bisogna fare tre gargarismi e lavarsi il collo, oltre all’interno del naso e delle orecchie. Le scuole cattoliche dovrebbero installare dei bidet, lavatoi per i piedi e rubinetti a volontà, dicono i musulmani. Il documento, pubblicato dal Catholic Education Service, è stato approvato personalmente dal vescovo Vincent Nichols, possibile candidato alla successione del cardinale Cormac Murphy-O’Connor a Westminster, come leader dei quattro milioni e trecentomila cattolici britannici. Ma il documento è stato accolto da critiche. Alcuni cattolici dubitano che sia saggio, e sottolineano inoltre il problema dei costi. Daphne Mc Leod, preside di una scuola di Londra, dice che sarebbe “terribilmente dispendioso” modificare le strutture esistenti. “Se genitori islamici scelgono una scuola cattolica, accettano il fatto che sia una scuola cattolica e non ci saranno stanze di preghiera o servizi di bagno speciali per il rituale. Non credo che i vescovi dovrebbero crearsi questi problemi”. Il vescovo Nichols dice che il dialogo fra fedi è diventato importante per la Chiesa. La pubblicazione è stata “offerta alle nostre scuole nella speranza che il buon lavoro già compiuto in esse per bambini e adolescenti di altre fedi possa essere rafforzato e così che la vita di allievi, docenti e personale sia arricchita”. Ogni istituto potrà adottare le misure che ritiene più opportune. Non sembra però che sia stato preso in considerazione un problema religioso importante. Infatti per la tradizione dell’Islam, un luogo in cui si compie la preghiera del venerdì diventa automaticamente di proprietà islamica. Questo, fra l’altro fu il motivo per cui il conquistatore di Gerusalemme, Omar, non volle pregare nel Santo Sepolcro, per non creare un precedente di “esproprio” di quel luogo sacro ai cristiani.
Blog di Marco Tosatti 15/12/2008