I cattolici americani e il matrimonio gay

Famiglia: coppie di fatto

Poco rumore per i matrimoni gay nel Massachusetts


Soltanto la Chiesa Cattolica è in grado di offrire un argomento abbastanza concreto e coerente contro il matrimonio gay; tuttavia, la maggior parte dei cattolici americani è a favore dell’aborto…

di Albacete Lorenzo 
In Massachusetts è stato legalizzato il matrimonio gay, e sono tutti sorpresi che il popolo americano non sembri curarsene molto. Nessuno, a quanto pare, sa perché. Gli osservatori politici di Washington dicono che, sebbene il partito repubblicano intenda promuovere un emendamento costituzionale che limiti il matrimonio alle unioni eterosessuali, di fatto i suoi leader che siedono nel Congresso hanno deciso di non porre la questione sul tavolo prima delle elezioni presidenziali. Forse perché ritengono che non otterrebbe l’approvazione del Congresso oppure perché non è ancora diventato un tema importante per la maggior parte degli americani.
La “destra religiosa” è naturalmente molto preoccupata e continua a fare pressioni per l’emendamento costituzionale. Il presidente Bush ha assoluto bisogno del suo voto, il che spiega perché abbia parlato in favore dell’emendamento. Nessuno pensa tuttavia che sia un’esigenza così essenziale da convincerlo a sacrificare una parte del suo sostegno politico, malgrado la sua tanto pubblicizzata fede cristiana.
Il partito repubblicano, comunque, non può permettersi di offendere gli elettori “religiosi”. I sondaggi dimostrano che chi va regolarmente in chiesa vota in effetti per il partito repubblicano, mentre soltanto un’esigua parte sostiene quello democratico. Ovviamente, questo è il motivo per cui i democratici non si preoccupano molto per le conseguenze che potrebbe avere per John Kerry la posizione mantenuta da quei (pochissimi) vescovi cattolici che non vogliono nemmeno sentire parlare di lui e di altri politici cattolici che sono a favore dell’aborto. Non ci sono praticamente dubbi sul fatto che la maggior parte dei cristiani non sia d’accordo con questa posizione, e i vescovi lo sanno. I pochi vescovi che hanno praticamente (se non canonicamente) “scomunicato” Kerry sperano probabilmente che la Santa Sede chieda alla Conferenza Episcopale di allinearsi con loro.
Eppure, è curioso che in tutto il paese non sembri esservi una forte opposizione politica al matrimonio gay. Forse perché il Massachusetts è considerato in ogni caso un posto strano e bizzarro, la patria dei liberal del nord-est che vivono nelle loro torri della Ivy League. Quando il tentativo di legalizzare il matrimonio gay si sposterà a Stati “più autenticamente americani” (territorio repubblicano), quest’apparente apatia terminerà e la questione si trasformerà in una patata bollente. Oppure perché il “voto religioso” non ha ancora trovato una voce politica forte e autorevole per promuovere i suoi interessi; o ancora, perché la guerra sembra avere inglobato anche questo tema.
Un altro problema per chi appoggia la posizione contro il matrimonio gay è che la maggior parte dei suoi sostenitori sono cristiani evangelici, i quali possono sostenere le proprie posizioni soltanto richiamandosi ai testi biblici, dato che disprezzano il ruolo della ragione nel campo della morale. Inoltre, molti di essi hanno accettato la contraccezione, indebolendo così la coscienza del rapporto che lega matrimonio e procreazione. Soltanto la Chiesa cattolica è in grado di offrire un argomento abbastanza concreto e coerente contro il matrimonio gay; tuttavia, la maggior parte dei cattolici americani è a favore dell’aborto. Sarà interessante vedere come si evolverà la dimensione politica della questione.


Tempi – Numero: 22 – 27 Maggio 2004