I Vescovi spagnoli esortano a battezzare i figli appena nati

Libertà religiosa

Il dono più grande


“Orientamenti pastorali per l’iniziazione cristiana dei bambini non battezzati durante l’infanzia”

MADRID, giovedì, 16 novembre 2004 (ZENIT.org).- Questo mercoledì è stato reso noto il documento “Orientamenti pastorali per l’iniziazione cristiana dei bambini non battezzati durante l’infanzia”, elaborato in seguito all’ultima Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) ed il cui obiettivo è quello di “rispondere al nuovo momento missionario in cui ci troviamo”.
“Negli ultimi anni è aumentato il numero di bambini che non sono stati battezzati da piccoli e chiedono il Battesimo”, constata il documento, riconoscendo che “il fatto è in sé fortemente significativo e la Chiesa deve prendersi cura di loro a livello istituzionale”.
I vescovi continuano “ad esortare veementemente i genitori cristiani a battezzare i propri figli appena nati, per non privarli dei grandi doni divini legati al santo Battesimo”, afferma il documento.
“Se in ogni celebrazione del Battesimo la Chiesa confessa che la partecipazione alla vita divina è un dono dell’amore universale, proveniente dal Padre e gratuito – sottolineano i vescovi spagnoli -, questo è ancora più manifesto nel Battesimo dei bambini, praticato dalla Chiesa fin dall’antichità, di fronte alla richiesta di alcuni genitori credenti o favorevoli alla fede ed aperti, almeno, alla futura educazione cristiana dei bambini”.
“Anche se il dono del Battesimo è pieno da parte di Dio”, i prelati ricordano che “all’uomo vengono richieste una risposta e la conversione” e che “in questo processo di crescita e di sviluppo della grazia battesimale l’aiuto dei genitori sarà di vitale importanza, perché è loro missione alimentare la vita che Dio gli ha affidato ed educare nella fede i propri figli, camminando insieme a loro e trasmettendo la fede che essi stessi professano”.
I vescovi affermano che “questa educazione alla fede nell’ambiente familiare si realizza, in primo luogo, attraverso la testimonianza di vita cristiana dei genitori” ed aggiungono che “nelle circostanze attuali è molto importante che la comunità cristiana aiuti, incoraggi ed esorti i genitori e i padrini ad essere più consapevoli di questa missione”.
Le parti centrali del documento si dedicano ad analizzare “la mediazione materna della Chiesa nel catecumenato dei bambini”, tenendo conto soprattutto del ruolo che hanno in questo processo il vescovo, i presbiteri, i padrini, i catechisti e la famiglia.
Per quanto riguarda in modo particolare il padrino, il testo spiega che “rappresenta la famiglia, come estensione spirituale della stessa, così come la Chiesa Madre e, quando necessario, aiuta i genitori perché il bambino giunga a professare la fede e ad esprimerla nella propria vita”.
Si raccomanda che il padrino “sia cattolico, cresimato, abbia ricevuto il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e conduca una vita conforme alla fede e alla missione che si assumerà”. I vescovi aggiungono che “nelle circostanze attuali e pensando alla situazione di questi bambini non battezzati la missione del padrino potrebbe forse essere assunta, con più significato e coerenza, dal catechista”.
Circa il ruolo della famiglia nell’itinerario catecumenale, il documento afferma che “la richiesta del Battesimo dovrà sempre contare sul consenso dei genitori e sulla disponibilità ad aiutare i bambini nella preparazione al Battesimo per quanto dipende da loro” ed aggiunge che “nel corso di tutto l’itinerario catecumenale dovranno essere aiutati a scoprire le conseguenze di questo consenso”.
[Gli “Orientamenti pastorali per l’iniziazione cristiana dei bambini non battezzati durante l’infanzia” possono essere consultati sulla pagina web della Conferenza Episcopale Spagnola:
http://www.conferenciaepiscopal.es]


ZENIT