Hillary va in Cina e si scorda dei diritti umani…

La cappa ideologica

Respiro di sollievo di Cina e Usa:
l’economia è più importante dei diritti umani

Per la Clinton i diritti umani non saranno più in primo piano. In cambio la Cina ha deciso di continuare ad acquistare buoni del tesoro Usa per sostenere l’economia di Washington…

 

Pechino (AsiaNews) – I media ufficiali della Cina hanno definito la visita di Hillary Clinton “un sollievo” perché la neo-segretaria di stato Usa ha messo da parte la questione dei diritti umani e ha parlato dell’economia dei due Paesi.
Il China Daily ha commentato che se “il viaggio all’estero di Hillary Rodham Clinton nel suo nuovo ruolo di segretario di stato… era di assicurare e rassicurare, ella lo ha fatto”.
In una conferenza stampa nella capitale, la Clinton ha spiegato con chiarezza che i diritti umani in Cina non devono essere una distrazione dalle questioni più vitali, che sono il commercio e l’ecologia e si è augurata una maggiore collaborazione fra le due potenze nell’affronto della crisi economica.
Solo pochi anni fa la Clinton aveva sferrato un duro attacco contro Pechino, che aveva censurato alcune parti di un suo libro pubblicato in Cina, dove si parlava dei diritti delle donne.
Yu Wanli, professore al Centro per studi strategici dell’università di Pechino, ha detto che dopo questo viaggio, temi quali diritti umani e Tibet verranno ricacciati ai margini, “per lavorare su qualcosa di significativo nell’oggi”. La decisione americana è un “respiro di sollievo” per Pechino, dato che quest’anno vi sono anniversari significativi, forieri di possibili tensioni sociali: i 50 anni dalle rivolte del Tibet; i 20 anni dal massacro di Tiananamen.
Anche la Clinton ha tirato un “respiro di sollievo” perché la Cina ha considerato l’economia più importante delle (passate) critiche sui diritti umani: alla richiesta che Pechino continui ad acquistare ed ammassare buoni del tesoro americano, i cinesi hanno detto di sì. Più precisamente, Yang Jieshi, ha dichiarato che la Cina vuole che le sue riserve di valuta straniera – le più grandi del mondo: 1950 miliardi di dollari – siano investiti nella sicurezza, con buoni valori e liquidità. Ma ha aggiunto che la Cina vuole continuare a lavorare con gli Stati Uniti. Simili assicurazioni sono venute dal presidente Hu Jintao.
Come ha precisato la Clinton, Cina e Usa si trovano “sulla stessa barca” e “remano nella stessa direzione”. Pechino possiede circa 700 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa. Ma la leadership è sotto pressione per diversificare i suoi acquisti, a causa del deprezzamento del dollaro. La crisi economica che affligge gli Stati Uniti rischia di ridurre a nulla il valore dei buoni.
Secondo l’analista Wang Xiangwei, Pechino non ha però altre alternative che sostenere l’economia Usa e investire in buoni del Tesoro Usa, proprio mentre l’amministrazione Obama cerca nuovi fondi per pagare i 787 miliardi del pacchetto di stimolo per la sua economia. Wang Xiangwei (cfr. l’edizione di oggi del South China Morning Post), afferma che sembrano esservi dei piccoli ricatti da parte degli Usa: se la Cina non continua a comprare buoni del Tesoro, negli Stati Uniti verranno pubblicati i depositi bancari che personalità della leadership e i loro parenti posseggono negli Usa.
di Wang Zhicheng
AsiaNews 23/02/2009 13:09