Grosseto:il Vescovo in visita all’Arcigay

La cappa ideologica

Il vescovo di Grosseto in “pellegrinaggio”

IN UN CIRCOLO GAY

Il vescovo di Grosseto, monsignor Franco Agostinelli, compirà una visita pastorale nella sede dell’Arcigay a Barbanella. Trionfante il commento dell’Arcigay di Grosseto: “per la prima volta nel nostro paese un rappresentante delle istituzioni cattoliche partecipera’ ad un incontro con un’associazione che lotta per i diritti di gay”… E non perde tempo nell’insinuare: “sarà un messaggio chiaro per tutti quei gay e lesbiche cattolici che vivono con sofferenza le posizioni intransigenti di alcuni elementi della Chiesa”…

di Caterina Maniaci

È molto contento e soddisfatto, Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay, perché oggi un vescovo, proprio un vescovo, andrà in visita in un circolo gay. Sì, è così: un vescovo in persona, ossia monsignor Franco Agostinelli, vescovo appunto di Grosseto, che andrà in visita pastorale nella sede locale dell’Arcigay, intestato a Leonardo da Vinci. Un gesto «importante», di una «eccezionalità unica», spiega Mancuso, che non lesina aggettivi per commentare il fatto, anche perché «finora è accaduto che ci fossero incontri tra delegazioni di Arcigay e un vescovo, come è capitato a me ad Aosta, ma eravamo noi che andavamo nella sede vescovile». Secondo Mancuso tutto questo non capita a caso, ma si inserirebbe in un generale atteggiamento diverso «che registriamo da quando monsignor Bagnasco è alla guida della Cei: non c’è più stato un attacco diretto a persone o a istituzioni, da dopo il Gay pride. Da maggio ad oggi né Ratzinger né Bagnasco hanno più avuto parole di scontro». Il presidente dell’Arcigay ne è davvero convinto – parole di scontro non se ne trovano certo, ma forse è bene leggere fino in fondo i frequenti e recentissimi richiami e discorsi di entrambi sulla famiglia e sul matrimonio – e fornisce spiegazioni sul perché sarebbe avvenuto questo “cambiamento” di rotta vaticano: «Quel milione di persone in piazza a San Giovanni», sottolinea Mancuso riferendosi al Gay pride ha sicuramente influito e la chiesa è abituata valutare i numeri. Inoltre, Bagnasco, al di là delle prime infelici frasi, ha adottato uno stile differente rispetto a Ruini, ha una visione più pastorale e meno di interventismo». Oggi naturalmente Mancuso sarà a Grosseto: «Ascolterò, ma l’atto di per sé è molto importante». Dal canto suo, monsignor Agostinelli cerca di rendere meno straordinario il fatto e dichiara: «Visiterò la sede come faccio sempre con associazioni politiche, economiche e di volontariato. Provo rispetto per queste persone, come per tutte le persone, anche se posso non condividere alcune cose». L’associazione Leonardo Da Vinci diffonde una nota in cui si sottolinea che «per la prima volta nel nostro Paese un rappresentante delle istituzioni cattoliche parteciperà ad un incontro con un’associazione che lotta per i diritti di gay, lesbiche e trans. L’incontro è stato richiesto a luglio dalla Curia di Grosseto», spiega sempre la nota, «nell’ambito delle visite pastorali che il vescovo monsignor Agostinelli effettua in quel periodo. L’incontro avrà carattere informale e avrà l’intento di una reciproca migliore conoscenza e sarà un messaggio chiaro per tutti quei gay e lesbiche cattolici che vivono con sofferenza le posizioni intransigenti di alcuni elementi della Chiesa».

LIBERO 17 ottobre 2007