Giovannino torna dal lager e vuole raccontare belle storie

Dal mondo

Bimbi artificiali e amori folli. Il notiziario di Giovannino

Correva l’anno 1946 e l’ex IMI 6865, tornato a casa dopo due anni di soggiorno nelle colonie polacche e tedesche del signor Hitler, aveva un disperato bisogno di lavorare. Commuove pensare a Giovannino in quell’anno, al bisogno di lavorare, al posto accettato a “Milano Sera”, un giornale di sinistra, alla fatica di vivere, ma anche al desiderio di raccontare comunque belle storie, come quella che sarebbe cominciata di lì a poco, alla vigilia di Natale, con la prima favola di don Camillo e Peppone…

 

Sembra davvero di leggere un notiziario di questi mesi, invece Giovannino Guareschi lo scrisse la bellezza di sessantadue anni or sono. Correva l’anno 1946 e l’ex IMI 6865, tornato a casa dopo due anni di soggiorno nelle colonie polacche e tedesche del signor Hitler, aveva un disperato bisogno di lavorare. Siccome il suo lavoro era quello del giornalista, ecco le proposte inviate a ripetizione all’EIAR, per diverse trasmissioni radiofoniche: novelle, addirittura una pièce gialla, ma anche notiziari, che anticipano in qualche modo quello stile guareschiano che vedrà la luce, pochi mesi dopo, all’uscita del primo numero di Candido.
GENTILI ASCOLTATRICI
Dall’archivio di Roncole Verdi, esplorato quasi riga per riga da Cristiano Dotti, emergono continuamente inediti, che rivelano quale fosse la straordinaria capacità dello scrittore di anticipare i tempi o, meglio, di saper mettere sotto la lente d’ingrandimento gli argomenti in grado di destare l’interesse dei lettori. In questo caso degli ascoltatori, anzi, delle ascoltatrici, perché è ad esse che Giovannino si rivolge: «Gentili ascoltatrici, ecco un fatto che vi interesserà moltissimo: anche in Europa cominciano a nascere figli artificiali. Abbiamo detto anche in Europa perché i giornali di pochi giorni fa annunciavano che in America sono già nati 9500 bimbi concepiti artificialmente».
Non c’è che dire: notizie dell’altro ieri o, magari, anche di oggi. Il tema della fecondazione assistita, che ha diviso e continua a dividere opinione pubblica, opinionisti e politici, era già oggetto della penna di Guareschi, quando le notizie correvano solo sulle pagine dei giornali. E proprio come farà sul “Candido”, Giovannino non si limita a riportare la notizia, ma commenta, da par suo, la novità dei «figli artificiali»: «Il bambino europeo in questione ha visto la luce a Tolone, e la stampa francese assicura che questo è il primo caso che si conosca di fecondazione artificiale e ciò sarebbe in aperto contrasto con la faccenda dei 9500 piccoli americani artificiali riferita poco fa. Ad ogni modo poco importa: è positivo che la scienza la quale ci ha dato il surrogato del caffè, del cuoio, della cioccolata, della gomma eccetera, è riuscita a darci anche il surrogato dell’amore. Noi non entriamo in merito ai particolari tecnici della faccenda: diciamo soltanto che questi esseri i quali nascono eludendo le sacrosante leggi della natura, questi fuorilegge della riproduzione, non potranno mai essere più cattivi degli uomini nati secondo i regolamenti naturali. E ciò è molto rassicurante.» Ecco il Giovannino del Candido, che stigmatizza il progresso, da lui sempre ben distinto dalla civiltà, ma si consola pensando che, in fondo, artificiali o naturali, gli uomini nascono tutti uguali: perciò non potranno essere né migliori né peggiori gli uni degli altri. È altro ciò che offende Guareschi: è l’ostentare le nuove frontiere della scienza come rimedio alle presunte mancanze della natura. Per Giovannino, la natura non ha mancanze, risponde solo alla Divina Provvidenza, quindi non ha bisogno di “correttivi” umani.
FOLLA DI NEONATI
Così, ecco che a far da contraltare alla notizia dei bimbi artificiali, arriva un parto plurigemellare, avvenuto in Columbia, a Cucutà: «Sono venuti alla luce quasi sei vispi maschietti. Diciamo quasi in quanto, per un po’ di tempo, i sanitari sono rimasti nel sospetto che un sesto bambino fosse in procinto di venire a tener compagnia agli altri cinque fratellini. Ma la cosa si è risolta in un falso allarme. Ciò ha impedito che il record delle Dionne venisse battuto, però ciò non impedisce di rallegrarci con i due giovani sposi di Cucutà i quali hanno dimostrato che, per la faccenda dei bambini, non c’è bisogno dell’intervento del progresso e che il vecchio sistema dà tuttora dei pregevolissimi risultati». Ancora una volta Guareschi rende la notizia leggera ma graffiante. Col suo stile inconfondibile contrappone la vicenda del parto di cinque gemelli, frutto del «vecchio sistema» dei due sposini colombiani, all’avvento del «surrogato dell’amore» che il progresso mette in campo, per usurpare alla natura il diritto di obbedire all’ordine del Creato. E non è tutto, perché Giovannino, visto che parla di bambini, riferisce di una tragedia della povertà: in Francia si fa mercato nero coi neonati. Con una manciata di sterline, da cento a quattrocento, si possono comprare, dalle donne dei bassifondi parigini, bambini da adottare. Fra i cinquecento e i mille bimbi sono stati oggetto di questo mercato nel solo 1945 e la richiesta è sempre altissima, nonostante la cronaca dell’anno appena trascorso racconti di soli 150 piccoli adottati, su duemila, che rimangono presso le famiglie, gli altri vengono «rimandati perché erano brutti o malati o antipatici». Qui, non c’è spazio per l’ironia, Guareschi non concede la penna a riflessioni meno che dolorose su questo orribile commercio che continua, anch’esso, ai giorni nostri e con la stessa indifferenza, quasi che non fossero neonati, ma pura e semplice merce da acquistare a suon di banconote. Dunque un notiziario che inizia con una nota di critica, senz’altro aspra ma non del tutto malevola, e termina con la cronaca di un dramma della miseria? Niente affatto.
Non dimentichiamo che Giovannino è un meraviglioso cantastorie: «Passiamo ad un altro argomento. Fiori. I fiori sono un argomento gradito alle donne, qui poi ne parliamo perché si tratta di fiori piovuti dal cielo e con finale in bianco velo e fiori d’arancio. Il fatto è che la signorina francese Madeleine Debinois, arrivata nel 1940 in Inghilterra con le truppe che si ritiravano da Dunquerque, si arruolò, divenne valente pilota e compì molti voli sulla Francia occupata a bordo di un aereo postale».
FIORI NUZIALI
E ancora: «Tutte le volte che passava nel cielo del villaggio bretone dove erano rifugiati i suoi genitori, non mancava mai di lanciare un mazzolino di fiori al quale era legato un cartoncino recante il suo semplice nome: Madeleine. Mai giunsero i fiori ai genitori: li raccolse invece un ufficiale inglese che viveva clandestinamente nel villaggio e sapeva benissimo quando passava l’aereo postale recante a bordo la ragazza. E conservò quei fiori e, tornato in Inghilterra, ricercò la misteriosa Madeleine. E, trovatala, cosa volevate che facesse quando l’ebbe trovata? Se ne innamorò d’urgenza e la sposò rapidissimamente. Non bombe, dagli apparecchi, ma mazzolini di fiori con biglietto da visita delle aviatrici e, alla fine delle ostilità profumate, matrimonio fulminante. Questa è la guerra che preferiamo!». Ed era appena finita, la guerra che, al contrario della ragazza francese, aveva fatto cadere sulle città grappoli di bombe anziché mazzi di fiori. Ma Guareschi aveva già dimenticato le distruzioni e l’odio, lui della guerra voleva solo raccontare la bella favola dell’aviatrice innamorata, una favola che preludeva alla fine del notiziario datato 1946: «Come notizia finale, ecco la famosa cantante americana Grace Moore che pare voglia assumere la cittadinanza fiorentina. Quanta gente che, una volta arrivata in Italia non vuol più andarsene via. E questo ci commuove profondamente».
E commuove anche pensare a Giovannino in quell’anno, al suo ritorno dalla prigionia, al bisogno di lavorare, al posto accettato a “Milano Sera”, un giornale di sinistra, alla fatica di vivere, ma anche al desiderio di raccontare comunque belle storie, come quella che sarebbe cominciata di lì a poco, alla vigilia di Natale, con la prima favola di don Camillo e Peppone.

di Egidio Bandini
LIBERO 26/10/08