Giancarlo Galan e il modello nord-est

Dal mondo

Galan insegna: ‘Porta voti chi sa am-mi-ni-stra-re’


Giancarlo Galan, governatore del Veneto, spiega a Tempi il punto di vista di un forzista vincente sul futuro del centrodestra…


 

«In Veneto non abbiamo voti da recriminare, perché alle elezioni continuiamo ad andare bene, anzi benissimo». È un Giancarlo Galan per nulla disorientato quello che accetta di spiegare a Tempi il punto di vista di un forzista vincente sul futuro del centrodestra. «E così è anche a Milano e alla Sicilia, dove, nonostante le “condizioni ambientali sfavorevoli”, come direbbero Di Pietro o Borrelli, abbiamo vinto. Eppure avevamo contro il partito unico dei giornali e intere reti televisive: a parte la terza rete Rai e RaiNews 24, La7 mandava in onda ogni settimana Ciprì e Maresco a dire in pratica che i capi supremi della mafia sono Berlusconi e Cuffaro». E nonostante questo clima, si compiace il governatore, «in Veneto, in alcuni casi, siamo andati meglio alle amministrative che alle politiche. A Rovigo e a Treviso, per esempio». Però un problema a livello nazionale c’è, è innegabile: «Del resto, alcuni leader della Cdl, con grande scandalo, si sono accorti solo ora che la sinistra occupa le tv pubbliche». Una «beata innocenza» che è sintomo si una ritardo culturale, «al pari di quella parte di centrodestra che già si accomoda con la sinistra su amnistia e indulto. Ma si rendono conto che stiamo parlando di 18-25 mila detenuti che tornano in libertà? Chi ha detto che è vietato piuttosto pensare alla costruzione di nuove carceri? E perché ci siamo zittiti sul ritiro del nostro contingente in Irak, che lascerà soli i nostri alleati di sempre? Scherziamo?». Con una coalizione così cedevole, è ovvio che appaia una stramberia il consenso che mietono in Veneto ultraleghisti alla Gentilini. «Invece è naturale, perché a Treviso c’è una Lega che sa am-mi-ni-stra-re. E la gente sa distinguere fra il folklore e la realtà, soprattutto se, come accade a Treviso, la Lega governa in maniera scandinava. Peraltro nessuno lo sa, ma la Caritas, che su questi temi non è mai generosa, ha riconosciuto che la Provincia più accogliente d’Italia per gli immigrati è proprio quella di Treviso. Non è un caso». Ma perché allora il modello nord-est non attacca nel resto d’Italia? «Perché manca la solidità culturale (quindi politica) necessaria per condurre le battaglie ideali». Battaglie che, ammette Galan, «in questo paese sono anche legate alle sfide poste dalla Chiesa cattolica. Nonostante certi preti e certi vescovi, bisogna avere il coraggio di dire che noi stiamo dalla parte di quello che ci sembra essere il pensiero di Benedetto XVI. Paradossalmente sono contento che i cattolici si ritrovino un governo zapaterista. Così si rendono conto che per fare le battaglie con la sinistra laicista bisogna essere all’altezza: studiare, studiare, studiare».


Tempi num.24 del 08/06/2006