Gesuiti e obbedienza alla Chiesa

Dal mondo

Parole forti, che fanno riflettere…

Si apre il ‘conclave’ dei Gesuiti,
dal Card. Franc Rodé un richiamo all’obbedienza

Si è aperta con una Messa solenne officiata dal card. Franc Rodé, la 35ª Congregazione generale cui spetta il compito di eleggere il 29º successore di Sant’Ignazio di Loyola.
Nella sua omelia, il Card. Rodé ha richiamato con forza i gesuiti all’obbedienza al papa e alla Chiesa: «Vedo con tristezza e inquietudine che va decadendo sensibilmente anche in alcuni membri delle Famiglie religiose il sentire cum Ecclesia di cui parla frequentemente il vostro Fondatore… La Chiesa aspetta da voi una luce per restaurare il sensus Ecclesiae… Con tristezza e inquietudine – ha aggiunto – vedo anche un crescente allontanamento dalla Gerarchia».

Si apre oggi, con una messa solenne in lingua latina nella Chiesa del Gesú, la 35ª Congregazione generale cui spetta il compito di eleggere il 29º ‘papa nero’, come e’ familiarmente noto il successore di Sant’Ignazio di Loyola alla guida dei gesuiti di tutto il mondo. I 226 membri della Congregazione entreranno da oggi in un ‘ritiro’ che durera’ quattro giorni, durante i quali potranno discutere e confrontarsi, in assoluta segretezza, sulla persona ritenuta più adatta per guidare il più grande e, probabilmente, influente ordine religioso della Chiesa. La messa di apertura della Congregazione e’ stata officiata dal card. Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che ha la responsabilità sugli ordini religiosi.
Nella sua omelia, il cardinale ha richiamato con forza i gesuiti all’obbedienza al papa e alla Chiesa, rispettando l’antica ”formula del vostro istituto, nella quale viene delineata l’essenza del vostro carisma: ‘Servire il Signore e la sua Sposa, la Chiesa, sotto il Romano Pontefice”’.
”Vedo con tristezza e inquietudine – ha ammonito Rodé – che va decadendo sensibilmente anche in alcuni membri delle Famiglie religiose il sentire cum Ecclesia di cui parla frequentemente il vostro Fondatore.
La Chiesa aspetta da voi una luce per restaurare il sensus Ecclesiae”. ”Con tristezza e inquietudine – ha aggiunto – vedo anche un crescente allontanamento dalla Gerarchia.
La spiritualità ignaziana di servizio apostolico ‘sotto il Romano Pontefice’ non accetta questa separazione”. Negli ultimi anni, tre gesuiti di alto profilo, Roger Haight, Jacques Dupuis e Jon Sobrino, sono stati messi sotto inchiesta da parte del Vaticano per i loro insegnamenti su ecumenismo e dialogo interreligioso non in linea col Magistero cattolico.
Con riferimento a questi episodi, il card. Rodé ha ricordato ”la necessità di presentare ai fedeli e al mondo l’autentica verita’ rivelata nella Scrittura e nella Tradizione”: ”La diversità dottrinale di coloro che sono chiamati ad annunciare il Regno disorienta i fedeli e conduce verso un relativismo senza orizzonte. La verità é una, anche se può essere sempre più profondamente conosciuta. E garante della verita’ rivelata e’ il ‘Magistero vivo della Chiesa”’.
In particolare, l’invito rivolto ai gesuiti e’ stato quello di ”vigilare sulla dottrina delle vostre riviste e pubblicazioni”. ”Il vostro operare – ha anche detto Rode’ – deve essere eminentemente apostolico, con un’ampiezza universale, umana, ecclesiale, evangelica. Dev’essere sempre compiuto alla luce del vostro carisma, in modo tale che la crescente partecipazione dei laici alle vostre attivita’ non oscuri la vostra identita’, ma anzi la arricchisca”.

ASCA Roma, 7 gennaio 2008