Germania: vietato comparare l’aborto all’olocausto

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Vescovo nella tempesta in Germania

Il presule di Augsburg ha rimproverato alla Germania di aver fatto più morti con gli aborti che con l\’Olocausto. Immediatamente scattano le reazioni indignate…

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Il paragone tra la Shoah e gli aborti ha scatenato una nuova bufera in Germania. Il vescovo di Augsburg, Walter Mixa, ha accostato l\’Olocausto ai milioni di morti per le pratiche abortive compiute in Germania nei decenni passati.
Condannando le affermazioni del vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson, Mixa ha affermato in un\’intervista al quotidiano \’Fraenkischen Landeszeitung\’ che "l\’Olocausto c\’e\’ sicuramente stato nella dimensione di 6 milioni di morti, ma questa cifra l\’abbiamo gia\’ superata con gli aborti. Questi 9 milioni ci mancano". Immediata e\’ scattata la reazione del vice presidente della Comunita\’ ebraica tedesca, Dieter Graumann, secondo il quale "non si possono mettere donne e medici sullo stesso piano dei criminali nazisti". Le affermazioni del vescovo Mixa, ha sottolineato Graumann, "documentano quanto sia profondamente radicato in qualche esponente della Chiesa cattolica lo spirito della Fraternita\’ di Pio X". Anche il segretario della Comunita\’ ebraica, Stephan Kramer, ha affermato che mettere sullo stesso piano chi pratica un aborto e gli assassini di massa nazisti rappresenta "il colmo della perfidia", aggiungendo che la "strumentalizzazione delle vittime dell\’Olocausto e\’ nella situazione attuale irresponsabile e di pessimo gusto". A bacchettare il vescovo di Ausburg e\’ stato questa mattina Robert Zollitsch, arcivescovo di Friburgo e presidente della Conferenza episcopale tedesca, che intervenendo nella trasmissione televisiva "Morgenmagazin" della seconda rete pubblica Zdf ha affermato che "l\’Olocausto e\’ stato una cosa spaventosa e non e\’ possibile fare paragoni di alcun genere". "Discuteremo insieme di questa cosa", ha aggiunto Zollitsch, il quale ha invitato Mixa a collocare le sue affermazioni nel giusto contesto
blog di Marco Tosatti 2 marzo 2009