Fecondazione: quelli che vogliono il Far West

Fender diktat,Vita: politiche di bioetica

Manifestazione a Roma contro la legge sulla procreazione artificiale in favore della «libertà di scelta delle persone».
Ma una cinquantina di esperti tra rettori, presidi di facoltà, docenti universitari e ricercatori replica la «superficialità» di quelli che protestano.

Quello di ieri è stato «solo l’inizio», hanno fatto sapere.
Cioè la manifestazione, al Teatro Capranica di Roma, contro la legge sulla fecondazione artificiale per la quale si attende il voto finale dall’Aula di Montecitorio.


Appuntamento “benedetto” anche da un messaggio inviato dal segretario diessino Piero Fassino:
«È necessario che il Paese faccia sentire il suo meditato e radicato dissenso rispetto alla legge sulla fecondazione assistita», che – secondo lui – sarebbe sbagliata, perché ideologica, crudele, ed anche assurda e paradossale».


E appuntamento segnato da parole di fuoco… «È solo l’inizio – dice la parlamentare Ds, Katia Zanotti – vedo tantissime persone, parlamentari sì, ma anche medici, scienziati, scrittori, future madri e padri, persino donne giovanissime. Siamo qui e saremo dovunque in nome della laicità dello Stato. Per la libertà della scelta delle persone, della ricerca scientifica e delle donne».


E non scherza neppure la verde Laura Cima: «C’è una maggioranza sorda e arrogante – sostiene – non disposta ad ascoltare la ferma contrarietà ad un testo oscurantista che si accanisce contro il corpo della donna e umilia il futuro della ricerca».


Insomma, le donne del centrosinistra si appellano alla scienza, ma proprio ieri un appello perché la legge venga approvata (e il più velocemente possibile) è arrivato da una cinquantina di rettori, presidi di facoltà, docenti universitari, ricercatori e scienziati, Forum degli operatori sanitari in testa.
Ma c’è anche – nero su bianco – la loro protesta «contro la superficialità con la quale si tenta di far credere che la legge imporrebbe coattivamente alle donne di accogliere anche embrioni malati, mentre non è previsto dalla legge nessuno strumento coattivo».


Infine il responsabile per la Famiglia di An, Riccardo Pedrizzi, taglia sarcasticamente corto: «Le sinistre hanno una concezione singolare della democrazia, secondo la quale la volontà del Parlamento è accettabile solo se collima con la loro, altrimenti non conta nulla e va negata», e tuttavia «la legge sulla procreazione assistita è troppo indispensabile ed urgente per non essere definitivamente approvata al più presto».


Pino Ciociola
(C) Avvenire, 25-1-2004