Fatima, il Vaticano e l’Italia…

Dal mondo

La Madonna Pellegrina
del Santuario di Fatima nella Basilica Vaticana

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A ricordo del 50º anniversario della Consacrazione dell\’Italia al Cuore Immacolato di Maria, che fu la risposta solenne della nostra Patria al Messaggio di Fatima. Una storia vera piena di meraviglie…
 

 Nell´ambito del pellegrinaggio nazionale della Madonna di Fatima in Italia (aprile-setembre 2009), la venerata Immagine della Madonna Pellegrina serà nella Basílica Vaticana, sabato 20 giugno 2009.

È un’iniziativa programmata dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per vivere un momento di memoria al fine di ricordare il 50º annniversario della consacrazione dell´Italia al Cuore Immacolato di Maria, in concomitanza con la festa che quest’anno cade si celebra il 20 Giugno.

La Madonna Pellegrina verrà accolta in Piazza San Pietro, farà il suo ingresso in Basilica e intronizzata presso l´Altare della Confessione.
Seguirà la recita del Santo Rosario e alle 10:30 solenne Concelebrazione presieduta da Sua Em.za Reverendissima il Sig. Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI con la presenza degli Ecc.mi Vescovi italiani.
Sua Em..za Reverendissima il Sig. Cardinale Angelo Comastri, Vicario del Santo Padre per la Città del Vaticano, ha chiesto al termine della concelebrazione la presenza del Santo Padre Benedetto XVI per la Benedizione Apostolica.

Informazioni del Movimento Mariano Messagio di Fatima/Coordinamento Nazionale
http://www.santuario-fatima.pt/portal/index.php?id=28101
 
La "Peregrinatio"
Con la visitazione della Vergine alla parente Elisabetta (festa al 31 maggio, quest’anno sostituita dalla solennità della Domenica di Pentecoste), è iniziata – rileva il fondatore dei Piccoli Fratelli di Gesù René Voillaume (+2003) – una serie di innumerevoli "visitazioni" che non termineranno fino a che ci sarà un uomo sulla terra che attende Gesù salvatore. Maria viene a visitarci. Nell’antichità san Germano di Costantinopoli (+733) così elogiava la Vergine visitatrice del suo popolo: «Tu visiti e vegli su tutti, o Madre di Dio. Anche se i nostri occhi non ti possono vedere, o Tuttasanta, tu abiti in mezzo a noi e ti manifesti in vari modi a quanti sono degni di te… Hai lasciato questo mondo, ma non ti sei allontanata dal popolo cristiano. Non hai abbandonato questo mondo… Sei più vicina a coloro che ti invocano e ti fai trovare da quanti fedelmente ti cercano».
Nel 1938 ebbe risonanza mondiale l’iniziativa in Francia del cosiddetto "Grand-Retour": il simbolico ritorno di una statua della Madonna, da Lourdes alla sua sede di Boulogne-sur-Mer (Normandia), che pellegrinò in tutta la Francia, con continue soste nelle località che attraversava (visitò oltre 12.000 parrocchie, raccogliendo oltre 10 milioni di consacrazioni individuali). Lo scopo era indicato dal titolo a doppio senso del "Grand-Retour": ritorno della statua alla sua sede e ritorno del popolo a Dio, attraverso la consacrazione alla Vergine, avvenuta il 23 marzo 1943. A. Galli, nel presentare la sua pubblicazione Madre della Chiesa nei cinque continenti. Primo atlante mariano, Segno 1997, annota: la Regina dell’universo «è stata la prima missionaria di suo Figlio in ogni popolo della terra».
Il pittore Michelangelo da Caravaggio, nella tela Madonna dei pellegrini o di Loreto (probabilmente per l’Anno santo del 1600 e collocata nella chiesa di sant’Agostino in Roma), rappresenta la Vergine con il Figlio che scende dalla nicchia dell’altare e si reca sulla porta della santa Casa per accogliere maternamente gli stanchi pellegrini. Nei santuari mariani è prevista "La liturgia della soglia": l’accoglienza nel nome della Madre comune dei pellegrini.
A queste infinite visite della Madre dell’umanità si ispira la Peregrinatio Mariae: la venerata statua della Madonna di Fatima pellegrina nel mondo visita i suoi figli nelle loro chiese, santuari, città e famiglie. L’11 maggio 1947 una statua della Madonna di Fatima iniziava quel "Pellegrinaggio delle meraviglie" che ha suscitato un enorme movimento di folle, fatti prodigiosi e conversioni.
La Peregrinatiodella statua della Madonna di Fatima e la consacrazione dell’Italia alla Madonna. Quando il 13 dicembre 1958 nella riunione della Conferenza episcopale italiana fu approvato all’unanimità il progetto di consacrare l’Italia alla Madonna, si stabilì che tale atto avrebbe concluso il XVI Congresso eucaristico nazionale di Catania, il 13 settembre 1959. Il Comitato, eletto dal Collegamento mariano nazionale, alle dipendenze dei vescovi e sotto la direzione del card. G. Lercaro, si chiese: Come fare per preparare la nazione all’importante avvenimento? Si rivelò subito provvidenziale la proposta di una peregrinatio Mariae. I vescovi italiani affidavano direttamente alla Madonna il compito di predicare una "missione" itinerante: «Prima che l’Italia si metta in ginocchio dinanzi alla celeste Regina, un’immagine di lei farà il giro di tutto il territorio nazionale come per invitare di persona il suo popolo a raccolta. Così l’atto che sarà compiuto il 13 settembre a Catania, dove gli italiani saranno spiritualmente presenti, avrà, tra l’altro, il significato di una visita restituita a tanta visitatrice».
La statua della Madonna di Fatima iniziò il suo pellegrinaggio missionario in Italia il 25 aprile 1959 a Napoli, percorse la penisola in 92 capoluoghi di provincia e approdò a Catania sabato 5 settembre. Questo passaggio della Madonna fu paragonato ad una grande e riuscita missione per i 27 milioni di italiani che l’accolsero nelle chiese e nelle piazze. Sull’onda di quell’evento di grazia, l’Armata azzurra nel 1978, per ricordare il 30mo anniversario della consacrazione dell’Italia alla Vergine, ha voluto un nuovo pellegrinaggio della Madonna di Fatima attraverso il mondo (la statua ha sostato in Roma dal 30 aprile al 3 maggio 1978). In soli 38 giorni la bianca statua ha percorso l’intera circonferenza della terra da New York a New York, toccando tre continenti e venti nazioni.
Il significato spirituale del pellegrinaggio della Madonna. Alcuni storici hanno dato una lettura politica della Peregrinatio Mariae avvenuta in Italia tra il 1946 e il 1951 (evento organizzato per orientare il voto popolare in senso anticomunista), mentre fu un avvenimento di notevole importanza religiosa ed ecclesiale, momento di profonda fede e di rinnovata pietà popolare. Come in merito al pellegrinaggio del 1959 è stato annotato: «Salvo qualche rarissimo caso, in tutte le città l’apoteosi mariana andò congiunta con un insperato risveglio religioso, ricco di straordinarie conversioni, polarizzando anime verso un più vero trionfo di Gesù nel Congresso eucaristico nazionale».
Nella storia religiosa d’Italia, la devozione a Maria occupa un posto di notevole rilievo. Il protestante E. Quinet nel 1848 chiamò la Vergine «la dolce Castellana di cui l’Italia tutta è innamorata». «L’Italia si chiama Maria», affermerà G. Imbrighi nel 1956. E la consacrazione del 1959 voleva riconoscere l’autorità della Vergine, madre e regina dell’Italia e degli italiani. Il presidente della Repubblica del tempo, G. Gronchi, in una lettera autografa al card. G. Lercaro, rilevava: l’atto di consacrazione alla Madonna e gli altri onori a lei tributati interpretano «i sentimenti della enorme maggioranza del nostro popolo».
E oggi, il passaggio della Vergine nelle nostre città, che chiede la consacrazione al suo Cuore immacolato, ha qualcosa da dire a noi post-moderni, ma ancora intimamente suoi devoti figli? Come popolo, ormai multiculturale e multireligioso, va detto che L. Massignon (+1962), convertito francese ed eminente arabista, proponeva: i cristiani, ebrei e musulmani prima devono incontrarsi ad Efeso nella casa della Vergine, poi potranno raccogliersi tutti in Gerusalemme. L’islamico Magdi Allam, ora convertito al cattolicesimo, al 29° pellegrinaggio da Macerata a Loreto, 2-3 giugno 2007, si è rivolto ai musulmani perché si stringano attorno alla Vergine «che incarna la sacralità della vita, fondamento della nostra comune umanità». Più volte egli ha proposto alle tre religioni monoteistiche di incontrarsi nella santa Casa di Loreto. Ai fedeli poco praticanti diciamo che la Madre, «amministratrice della Casa del Figlio», si fa pellegrina per cercare i suoi figli e porgere tra le loro mani Cristo salvatore.
I Gesuiti venerano la Vergine con il titolo "Santa Maria della strada", per scoprire nel suo cuore materno le vie che Dio dispone sul loro cammino. "Santa Maria della strada" orienta i giovani nelle scelte fondamentali della vita. Nel movimento apostolico "Famiglia di Schönstatt", fondato in Germania attorno al 1914 da J. Kentenich (+1968), l’immagine della Vergine passa di famiglia in famiglia, e l’incontro con lei diviene sempre un piccolo miracolo. In Italia sono circa 6.400 le famiglie in 19 diocesi coinvolte nella «missione evangelizzatrice della Madonna pellegrina di Schönstatt». Ai presbiteri e parroci va ribadito che la Peregrinatiodella Madonna di Pompei nelle diocesi e parrocchie in Italia e all’estero risveglia la fede e la pratica della vita cristiana. Dove filialmente viene accolta la Madre, lì inevitabilmente si illumina radioso il volto propizio del Figlio.
MADRE DI DIO N. 5 maggio 2009