Famiglia “cristiana”: per Tettamanzi troppe e-mail?

Mass media

L’eco dato dalla stampa (il Tempo, il Velino, La Padania, Libero) accresce la conoscenza della e-campagna e, dopo una settimana, sfiorano ormai i 1.000 gli italiani che hanno scritto al proprio vescovo. Tre le chicche da gustare:
A) Differenti reazioni da parte di alcune Curie;
B) Altre decine di lettere di solidarietà;
C) Una bella risposta ad obiezioni A) Una nota folcloristica e, ne siamo certi, non indicativa di uno stile episcopale scevro da un rapporto diretto con il proprio popolo. Ma ecco i fatti: ad una e-mail dell’amico G.P. di Monza (corredata da tanto di indicazione della parrocchia e del numero di Carta d’Identità) l’Uff. Cancelleria della Curia di Milano ha risposto (via e-mail!): “Mi spiace doverle comunicare che la Segreteria di S. E. il Card. Dionigi Tettamanzi, per motivi organizzativi e di riservatezza, non utilizza lo strumento e-mail per la corrispondenza di Sua Eminenza. La pregherei quindi di voler inviare il testo per posta al seguente indirizzo: S. Em.za Card. Dionigi Tettamanzi – P.zza Fontana, 2 – 20122 MILANO MI. Cordiali saluti. La Segreteria della Cancelleria Arcivescovile“.
Ben diverso il rapporto con altre Curie, pure sommerse dalle e-mail dei fedeli. Un esempio? Eccolo: “Premesso che non si voleva assolutamente ‘evitare il rapporto e-mail con i propri diocesani’ ma indicare per tali richieste la stessa e-mail utilizzata nel sito, specifico che la mail inviata alla vostra attenzione è partita da me e solo da me, non dal vescovo. Anche perché, per quanto operate a favore della verità e dell’ortodossia, da tempo nutro nei vostri confronti il più vivo apprezzamento. Confidando nella Vostra comprensione, sono a chiederVi umilmente scusa per avervi delusi. Colgo l’occasione per rinnovarVi la mia personale stima unitamente ad un cordiale saluto. don A.P.

B) Continuano ad arrivarci lettere per la e-campagna in atto. Eccovi 10 appassionate lettere di amici, dei quali 3 hanno anche scritto a Famiglia Cristiana… venendo ignorati!


1. Bravi per il lavoro e che Dio vi benedica. Per queste ed altre ragioni simili ho rinunciato a malincuore al rinnovo dell’abbonamento a Famiglia Cristiana quest’estate dopo tantissimi anni. Allego l’ambigua risposta di don Sciortino al mio mail di protesta di qualche ora fa (ho seguito il vs consiglio). Tengo a precisare che avevo approfittato dell’occasione per aggiungere il mio disappunto per tutto quello che fanno per una ben determinata parte politica. La preghiera innanzitutto e sempre. Saluti cari
P., Lugano


2. Anch’io sono rimasto sconcertato dalla risposta di Famiglia Cristiana riguardante la non necessità di abrogazione della “legge” sull’aborto. Il giorno dopo aver ricevuto il settimanale (sono un abbonato) inviai una lettera di dissenso, per ora non pubblicata, che vi inoltro: “Desidero riprendere l’argomento da lei trattato nella risposta alla lettera di Davide C. nel sottotitolo ‘L’aborto si combatte solo con l’amore per la vita‘ a pag. 9 nel numero 5 del 29 gennaio, per esprimere il mio dissenso. Lei dice: ‘Non è la legge che uccide, ma sono le persone che optano per l’interruzione volontaria della gravidanza‘. Vero, anche se non sono completamente d’accordo su quello che aggiunge: ‘La distinzione non è un sofisma‘. Mi sembra in primo luogo che si ignorino gli appelli degli ultimi pontificati e le prese di posizione della CEI, che sicuramente fanno richiamo alle coscienze civili, ma auspicano anche una legislazione in grado di contrastare gli evidenti, attuali abusi. Non Le sembra, la Sua, una posizione un po’ troppo liberale, liberista e soprattutto libertaria? Oppure dobbiamo ritenere che tutte le leggi che consentono l’omicidio siano in fondo tollerabili tanto non è la legge che uccide; sono gli uomini che lo fanno. Perché allora fate le battaglie (extraterritoriali) per l’abolizione della pena di morte? Non è la legge che uccide, sono i giudici che optano per la massima pena e non per un’altra. A meno che non si voglia considerare un pluri assassino, magari pedofilo, condannato a morte, più degno di vivere di un nascituro innocente. Chi ama la vita non dovrebbe fare distinzioni.
In secondo luogo avrà presente quella regola empirica, ma con un grande fondo di verità che dice: ciò che la legge (e quindi l’autorità statale) consente ad una generazione, diventa morale per la generazione successiva. Non sono favole: basta guardare a molti paesi europei, ultrapermissivi e ultralibertari. Mi sembra che anche nella Vostra (e mia) rivista, spesso se ne stigmatizzino gli eccessi
“.
A.G., Firenze


3. RingraziandoVi della segnalazione, nonché delle annesse istruzioni per contattare Sua Eccellenza, sono lieto di poterVi dare conferma: F A T T O!
Ho comunque inviato, sia via E-mail, che postale, anche formale lettera di disappunto e minaccia di non rinnovare l’abbonamento alla Direzione di F.C. se la linea editoriale non avesse a ‘raddrizzarsi’! Vi sarò grato per tenermi al corrente degli sviluppi. Cordialmente
F.D.P., Napoli


4. Concordo con la campagna e proporrò al mio parroco di “abortire” Famiglia “cristiana”, Jesus e altre riviste pseudo cattoliche che hanno la grande responsabilità di diffondere una visione del cristianesimo errata. Ponendosi quasi come voce ufficiale della Chiesa e del “popolo di Dio” generano spesso dubbi nella fede dei lettori. Così è avvenuto per il sottoscritto in gioventù. Ricordo un’inchiesta apparsa su Jesus di qualche anno fa che parlava del male della depressione, descrivendo i religiosi come depressi, angosciati e privi di prospettive celesti… ma non dimentico l’impostazione del circuito radiofonico InBlu: un modo di far radio secolare che rema esattamente contro a quei valori di cui la Chiesa è testimone. Grazie per l’input.
M.M., Macerata


5. Sono iscritto a questa newsletter (utilissima ed educativa) da più di un anno…e condivido in pieno ogni battaglia che si porta avanti…vorrei fare un passo in più preoccupato non solo per me e per la gente per la mancanza sugli altri quotidiani e periodici di informazioni obiettive sui cristiani…ma per la mia anziana e saggia nonna che da anni legge Famiglia Cristiana…e non ha un periodico con cui cambiare punto di vista…per lei sarebbe importante per mantenere la mente lucida e arzilla e soprattutto critica verso il mondo… Grato, saluto
M.P., Bari


6. Cara redazione di Fattisentire.net, in relazione alla doverosa campagna di denuncia dell’ennesimo caso di “obliquità” di Famiglia Cristiana, ritengo che sarebbe opportuno proporre come antidoto l’abbonamento ad altri periodici quali “Studi Cattolici” dell’Ares, o “il Timone”. Affettuosi saluti e grazie del prezioso servizio che offrite.
P.L.T., Palermo


7. Sulla questione di Famiglia “Cristiana” vorrei fare notare che non è un problema solo del noto settimanale protestante in questione ma è la casa editrice, le paoline in generale che hanno preso una brutta piega da tempo… un esempio su tutti: nella mia città (Brescia) le paoline (la cui sede è a 200 metri dalla curia, davanti all’università cattolica) fin dalla sua uscita hanno esposto ben visibile in vetrina e venduto il libro “Il codice da vinci“. Lo stesso accade con altri libri simili, anticristiani, scritti da autori di ogni genere (anche Choelo quando era ancora molto più new age di adesso). La e-campagna dovrebbe essere fatta contro questa casa editrice e non solo contro Famiglia Pagana. Saluti.
M.D., Brescia


8. Buona giornata. In relazione al caso di “Famiglia cristiana” propongo vivamente a tutti coloro che non si riconoscono con la linea seguita dal settimanale di provare a leggere anche solo un numero de “Il Timone”. Credetemi: è tutta un’altra cosa… un settimanale veramente cattolico.
M.F., Catanzaro


9. Carissimi, per molto tempo non ho più letto FC, a cui i miei genitori erano abbonati. L’anno scorso, attirato dalla pubblicazione di alcuni libri, ho di nuovo acquistato alcuni numeri, e sono rimasto veramente deluso: a parte alcune rubriche ho trovato una raccolta di luoghi comuni, perlopiù antioccidentali, e a volte addirittura anticristiani! Per documentare questa mia affermazione, vi inoltro una lettera che scrissi l’anno scorso, dopo aver letto una sparata di un presunto teologo (non voglio credere che lo sia veramente …) che per blandire i sentimenti pacifisti negava completamente la dottrina cattolica della legittima difesa. Chissà perché, la lettera non fu mai pubblicata, né ricevetti risposta da chicchessia… Grazie per il servizio che fate; buon tutto.
P., P., F., A., S. ed M., Torino


10. Io penso vada rifondata come rivista. Soprattutto perchè ha preso la via del gossip e non della riflessione. Abbiamo bisogno di un settimanale che faccia cultura cattolica.
M.d.N., Lodi


 


C) Da ultimo, una risposta-capolavoro di una persona a Roma:


Sull’aborto non la penso come Famiglia Cristiana, anzi: è un’infamia agli occhi della Madonna che 600.000 cattolici possano leggere che non occorre abolire l’abominevole legge abortista.
Ho riflettuto sull’opportunità di scrivere a don Sciortino (una specie di correzione fraterna), ma già la scorsa estate – sul tema degli anticoncezionali e della pillola abortiva – non solo non ho ricevuto risposta, ma il settimanale ha continuato a perseguire con determinazione una ben precisa linea culturale.
Ho poi meditato sul pericolo dello scandalo verso i piccoli prima di prendere la penna in mano: in coscienza ritengo che il vero scandalo sia tacere. Il vero scandalo è costituito dai cattolici che si illudono di riuscire a cambiare F.C. & C. stando zitti e sperando solo in quella che chiamano “
azione positiva e formazione della coscienza“. Ma la storia di questi tentativi – da Lammenais a Carretto – ci ha insegnato che non è così che cambieremo il cuore ai cattolici subalterni alla modernità. Nossignore: non cambierà un bel nulla se non si toccheranno i paolini e i loro – ben più potenti – sponsor in ciò che li permette di operare: il portafoglio!
Forse non è con le e-campagne che si risolvono i problemi nella Chiesa di Dio, ma il
provideant consules per peccati pubblici come questi è infingardaggine e omissione. Penso ai santi, semper oboedientes, sempre di grande monito per i cattolici tiepidi dei loro tempi, mai silenziosi buonisti dal sorriso beota!
Non possiamo far finta che nel mondo cattolico vada tutto bene, che non ci siano problemi e che – soprattutto dopo la vittoria referendaria – la Chiesa italiana sia unita al Papa e al Card. Ruini:
Clama ne cesses, quasi tuba exalta vocem tuam et adnuntia populo meo scelera eorum et domui Iacob peccata eorum.
per P.P.L.B., Roma


 


FattiSentire.net
Milano, 17 febbraio 2006
B. V. a Monte Senarius