Famiglia Cristiana in lutto

Dal mondo

Addio don Zega,
direttore “ribelle”

Don Leonardo Zega, lo storico direttore di Famiglia Cristiana, è morto ieri (5 gennaio) a Milano è morto stroncato da un infarto, aveva 81 anni. Era appena rientrato a Milano dopo un viaggio.
Don Zega era stato al vertice del settimanale dall\’aprile 1980 al marzo 1998. Le sue idee «liberal» lo portarono allo scontro con il Vaticano. Il nome di don Leonardo Zega è, infatti, indissolubilmente legato alla rubrica «Colloqui con il padre», dove per 18 anni, dal 1980 al 1998, siglandosi semplicemente con le proprie iniziali, il sacerdote ha dato risposte audaci ai suoi lettori su temi come omosessualità, rapporti prematrimoniali, pillola, aborto. Le sue posizioni vennero visite dai vertici ecclesiastici come una sorta di ribellione. Tanto che, nel 1997, il cardinal Camillo Ruini, allora presidente della Cei, censurò apertamente la linea editoriale di Famiglia Cristiana per la sua "estrema spregiudicatezza". Nel 1998 la Santa Sede decise di commissariare i Paolini, editori di Famiglia Cristiana. E Don Leonardo Zega decise di dimettersi…

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Nella FOTO: Don Leonardo Zega, a sinistra nella foto che lo ritrae con il confratello don Giuseppe Soro, direttore generale dei Periodici San Paolo e già vicedirettore di Famiglia Cristiana, deceduto anche lui il 17 novembre 2009, a 63 anni di età. Don Zega aveva diretto "Famiglia Cristiana" dal 1980 al 1998; attualmente dirigeva "Vivere – Club3".

 

Morto don Zega, direttore "ribelle"
di Famiglia Cristiana

Don Leonardo Zega, storico direttore di \’Famiglia Cristiana\’, e\’ morto oggi a Milano. Era stato direttore dal 1980 al 1998. Era nato a Sant\’Angelo di Pontano, in provincia di Macerata nel 1928. Ha compiuto gli studi a Roma presso il seminario della Societa\’ San Paolo e all\’Universita\’ Gregoriana. Giornalista professionista, ha trascorso vari anni all\’estero, in Estremo Oriente. Dal 1967 viveva e lavorava a Milano, alla Periodici San Paolo, di cui e\’ stato amministratore delegato fino al 1995. Ultimamente era editorialista del quotidiano \’La Stampa\’.: ricoverato d\’urgenza e\’ spirato in tarda serata.

Don Leonardo Zega, lo storico direttore di Famiglia Cristiana, è morto ieri a Milano. Era stato al vertice del settimanale dall\’aprile 1980 al marzo 1998. Il sacerdote-giornalista che ha fatto della testata religiosa un settimanale da due milioni di copie, per un certo periodo il più venduto in tutta Italia. Con lui, Famiglia Cristiana è diventata la voce di una Chiesa popolare, che spesso entrava in conflitto, specie su temi di morale, con le indicazioni delle gerarchie ecclesiastiche.
Il nome di don Leonardo Zega, è indissolubilmente legato alla rubrica \’Colloqui con il padre\’, dove per 18 anni, dal 1980 al 1998, siglandosi semplicemente con le proprie iniziali, il sacerdote ha dato risposte audaci ai suoi lettori su temi come omosessualità, rapporti prematrimoniali, pillola, aborto. Le sue posizioni vennero visite dai vertici ecclesiastici come una sorta di ribellione. Tanto che, nel 1997, il cardinal Camillo Ruini, allora presidente della Cei, censurò apertamente la linea editoriale di Famiglia Cristiana per la sua "estrema spregiudicatezza".
Al centro delle critiche dei vertici della Cei appunto gli interventi di don Zega, che si difese ricordando che il settimanale da lui diretto non aveva mai sostenuto eresie. Nel \’98 la Santa Sede decise però di commissariare i Paolini, editori di Famiglia Cristiana. Leonardo Zega decise di dimettersi, incassando la solidarietà di buona parte della redazione e anche dei suoi lettori e dell\’opinione pubblica. Nel 1999 la Santa Sede di riconciliò con i Paolini e venne nominato, alla guida del settimanale, don Antonio Sciortino, stretto collaboratore di don Zega, che tuttora ne segue la linea di grande indipendenza. Don Zega, dopo aver lasciato la sua rivista, ha proseguito a scrivere per un certo periodo, come editorialista, per \’La Stampa\’. Tra i suoi libri si ricordano Colloqui col padre (Mondadori, 1995) e I volti dell\’amore (Garzanti, 1999). Nel 1998 ha vinto il premio giornalistico Saint Vincent.

Il Giornale mercoledì 06 gennaio 2010