FORTE APACHE e UNIONE: famiglia sotto assedio… ma quando arrivano i nostri?

Famiglia: coppie di fatto

Unioni di fatto, è gara a sinistra a chi offre di più

Fassino presenta i candidati omosessuali: «La soluzione dei Pacs è la più adeguata. Sarà una delle priorità del centrosinistra». Grillini: farò una proposta in Parlamento. Cento (Verdi): il compromesso raggiunto nell’Unione non basta. E anche Boselli e Bertinotti prendono posizione.

I temi laicisti continuano a dettare i tempi del dibattito politico nel centrosinistra. Se nel confronto televisivo fra Prodi e Berlusconi la scottante questione dei pacs è stata, forse volutamente, dimenticata, appare evidente come in realtà sia al centro delle proposte di buona parte delle forze di opposizione. Un fronte che sembra espandersi di giorno in giorno.
Ultimo leader a pronunciarsi in ordine di tempo è stato il segretario dei Ds Piero Fassino, sulle orme di quanto affermato nei giorni precedenti da Massimo D’Alema.
«La vittoria dell’Unione significa una legge per i diritti degli italiani che convivono, sia etero che omosessuali, e che non devono essere considerati cittadini di serie “b”», aveva sottolineato il presidente della Quercia. Ieri, nel presentare a Milano i candidati omosessuali nelle liste diessine, il segretario è stato esplicito:
«Noi pensiamo che la soluzione dei “pacs” sia la più adeguata, tutelerebbero i diritti dei conviventi in caso di testamento, reversibilità della pensione, successione nel contratto d’affitto, assistenza in ospedale o in carcere… Serve una legge che consenta alle coppie di fatto di vivere con serenità e certezza. Sarà una delle priorità del centrosinistra, se vincerà le elezioni. Un impegno reso ancor più esplicito dalle candidature omosessuali che riproporremo anche nelle amministrative. Un impegno che insieme ad altri, come la difesa della 194 e la modifica della legge sulla fecondazione assistita, punta alla riaffermazione della laicità dello Stato».
Concetto confermato dai candidati omosessuali presenti alla manifestazione. «Appena rieletto in Parlamento il mio primo atto sarà la presentazione della proposta di legge sui “pacs”», ha detto il leader storico dell’Arcigay Grillini, in lista nella circoscrizione Milano1.
E Anna Paola Concia, portavoce di Gayleft, ha aggiunto: «La vera battaglia si farà dopo il 9 aprile quando si costruirà una buona legge».
In altro contesto, Paolo Cento dei Verdi ha spi egato che il compromesso raggiunto nel programma di Prodi non è adeguato e «anche in Italia occorre aprire ai “pacs”, come nella Spagna di Zapatero». E il leader del Sole che ride Pecoraro Scanio, così come Grillini, nei giorni scorsi sottolineava che non appena si riapriranno le Camere «presenteremo una proposta sui pacs per riconoscere ogni forma di unione». Parole in tutto coincidenti con quelle di giovedì sera a “Porta a porta”, formulate da Boselli della Rosa nel pugno e Bertinotti di Rifondazione.
Il fatto che non coincidano con le posizioni della Margherita e dell’Ueur, e solo in minima parte con quelle del programma di coalizione, ha spinto ieri la portavoce di Fi Elisabetta Gardini a chiedere a Prodi «di spiegare una volta per tutte qual è la vera posizione dell’Unione sui temi etici e sociali: se la sua di “cattolico adulto”, o quella di Fassino, Grillini e Rosa nel pugno. Per quanto ci riguarda la politica è fatta di priorità. E la CdL ha messo al primo punto del proprio programma la famiglia naturale, quella formata da un uomo e una donna, alla quale fa riferimento la nostra Costituzione».
Luca Volonté dell’Udc si chiede a quali «contorsionismi» dovrà sottoporsi Prodi «per impedire la laicità a senso unico garantita dai nuovi guardiani “rossi e gay”, alba di un’ideologia totalitaria». Secondo Pedrizzi di An, infatti, non ci sono dubbi: «L’impegno strenuo per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, così come per la legalizzazione dell’eutanasia, è frutto di un’esigenza ideologica e non sociale».


Roberto Zanini


Avvenire 18 marzo 2006