Emergenza in Libano. Intervista al vescovo di Byblos

Dal mondo

Parla il Vescovo cristiano maronita di Byblos:


«QUESTO È UN NUOVO OLOCAUSTO»


«Ma quale guerra? Questa è un’apocalisse, anzi un olocausto ai danni della popolazione libanese…».


«Cari amici, in questi ultimi giorni le notizie dalla Terra Santa sono per tutti motivo di nuove gravi preoccupazioni, in particolare per l’estendersi di azioni belliche anche in Libano, e per le numerose vittime tra la popolazione civile. All’origine di tali spietate contrapposizioni vi sono purtroppo oggettive situazioni di violazione del diritto e della giustizia. Ma né gli atti terroristici né le rappresaglie, soprattutto quando vi sono tragiche conseguenze per la popolazione civile, possono giustificarsi. Su simili strade – come l’amara esperienza dimostra – non si arriva a risultati positivi»
(Benedetto XVI, Angelus, 16 luglio 2006)


Le parole del Santo Padre e la testimonianza che ci viene dalla Chiesa locale in Libano dovrebbero aiutare la riflessione dei cattolici e promuoverne l’azione politica e umanitaria, ma molti preferiscono lasciarsi guidare dai poteri mediatici posti a servizio di uno o dell’altro dei contendenti…

«Ma quale guerra? Questa è un’apocalisse, anzi un olocausto ai danni della popolazione libanese perpetrata dal Dio d’Israele e dal Dio dei musulmani». Così monsignor Beshara Rai, vescovo cristiano maronita di Byblos, una cittadina sul mare a nord di Beiurt, a metà strada tra la capitale e il confine con la Siria. Una città fino a pochi giorni fa tranquilla, un’oasi di pace abitata da cittadini di tante religioni, molti i cristiani.
Monsignor Beshara Rai, cosa sta succedendo?
«Una crisi di portata immane. Siamo di fronte ad un Paese, Israele, che si permette di violare tutte le norme del diritto internazionale per motivi che nessuno in Libano riesce a comprendere. Israele sta distruggendo tutto: case, strade, ponti, macchine. Ci stanno isolando. Se le cose vanno avanti così tra poco tempo moriremo per mancanza di cibo. Si sta profilando un vero e proprio olocausto. Il tutto con il silenzio della comunità internazionale. Dov’è l’Occidente? Perché nessuno ci aiuta?».
L’offensiva di Israele non è la risposta agli attacchi dell’Hezbollah?
«Sì certo. Ma allora Israele dovrebbe prendersela con la Siria e l’Iran che finanziano l’Hezbollah e non con il Libano».
Però l’Hezbollah siede nel Parlamento libanese?
«Sì, ma vi siede per conto della Siria e dell’Iran. Lo sanno anche i sassi».
Insomma siete in mezzo ad una contesa che non vi riguarda?
«Esatto. Israele da una parte, Siria e Iran, sfruttando l’Hezbollah, dall’altra, stanno usando il Libano come fosse un campo di calcio in cui contendersi un loro trofeo. È un’ingerenza assurda e incomprensibile. Che cosa cerca Israele? Forse ha un arsenale da smantellare e si diverte a scaraventarlo su di noi».
Come vivete a Byblos?
«Malissimo. Migliaia di libanesi innocenti sono arrivati – e continueranno ad arrivare – a Byblos in cerca di una zona un po’ più tranquilla. Noi abbiamo accolto tutti. Abbiamo sistemato famiglie intere, donne, bambini ed anziani, negli edifici pubblici, nelle chiese, nelle palestre, nei campi, dove e come possiamo».
Vi arrivano degli aiuti?
«Niente di niente. Tra qualche giorno le riserve di cibo finiranno. Come sfameremo la gente? Siamo destinati a morire per isolamento».
Però in questi giorni richieste di pace sono arrivate da più parti, anche dal G8?
«Da dove? Per favore, non scherziamo. Tutti parlano ma nessuno fa niente».
E le parole del Papa?
«Le uniche sensate. La popolazione del Paese, o meglio di Byblos, le ha ascoltate attentamente e sono le uniche pronunciate con coerenza».
Cosa ne sarà dei cristiani libanesi?
«Forse sono i cristiani che i signori della guerra vogliono fare fuggire. Se va avanti così non solo i cristiani, ma anche tanti altri cittadini di altre religioni dovranno fuggire in Occidente».


di Paolo Luigi Rodari


IL TEMPO   19 luglio 2006