Elegia per un Papa che ama la Cina

Libertà religiosa

Città del Vaticano (AsiaNews) – Mentre in Cina il governo blocca sui siti internet le notizie su Giovanni Paolo II, una cattolica di Shanghai racconta i miracoli del papa defunto oltre la Muraglia.
Fino a 2 giorni fa i portali cinesi su internet, come Sina.com e Sohu.com, erano pieni di messaggi di cordoglio e di riflessioni sulla figura di Giovanni Paolo II. Da ieri, preghiere e commenti sulla figura del papa sono banditi.

Molti analisti affermano che la decisione è venuta dal governo che teme il dilagare di una rinascita religiosa. I responsabili dei portali hanno giustificato la censura dicendo che “i temi religiosi sono molto speciali. Temiamo che nascano problemi”. Un altro ha detto esplicitamente: “I leader al vertice hanno proibito la cosa”. Ma intanto, in tutte le città, le antenne paraboliche vanno a ruba: tutti vogliono seguire attraverso i canali internazionali i funerali di Giovanni Paolo II.

Una ragazza cinese di Shanghai, di 25 anni, da anni in Italia, è riuscita dopo una lunga coda ad arrivare davanti alla salma di Giovanni Paolo II. Ci ha inviato questa meditazione-preghiera sul rapporto fra il Papa e la Cina, che pubblichiamo integralmente:

“Santo Padre, eccomi davanti a te, insieme a questo fiume di folla che ti ama, tutti raccolti intorno a te, come quando eri in vita. Vedere il tuo volto sereno mi ha donato pace. Quando si è diffusa la notizia della tua morte, sono stata assalita da un senso di angoscia: chi parlerà ancora a nome dei poveri? Chi difenderà gli emarginati della terra? Chi avrà ancora parole d’amore per la Cina? Chi ci difenderà dagli attacchi contro la verità e contro la Chiesa? Il tuo viso sereno mi ispira certezza che tu, ancora più di prima ci guiderai e ci aiuterai.
Santo Padre, eccoci: ho compiuto questo lungo pellegrinaggio non solo per me, ma anche a nome della mia famiglia, di tutti i cattolici della Cina che per decenni hanno pregato per te. Essi ed io con loro ti siamo stati fedeli sotto tutte le persecuzioni, quelle morali e quelle fisiche. Tu hai tanto desiderato visitare il nostro paese e questa Chiesa che ti è fedele. Hai tanto lottato per trovare una strada, una via, ma il mondo e il potere degli uomini te lo hanno negato.
In questi giorni la tua morte è divenuta una fonte di vita: tutta questa gente che affolla da giorni la tua città viene perché in te, nella tua morte, ha trovato un segno di vita. Tutti noi veniamo non a pregare per Te, ma per pregare Te.
Santo Padre, io sono venuta anche per portarti una buona notizia: in questi giorni nel mio paese, la Cina, molti – attraverso di Te – stanno conoscendo Gesù Cristo. Le notizie e le immagini della tua morte, l’omaggio di milioni di pellegrini finalmente fanno comprendere alla mia gente cos’è il cristianesimo, la grandezza della Chiesa Cattolica. Tutti trovano conforto nel vedere che, anche grazie a te, la Chiesa Cattolica è l’avvocata di giustizia, pace, democrazia, verità.
Santo Padre, ho voluto venire a portarti questa buona notizia perché è una notizia di vita e di resurrezione: la tua morte è divenuta un nuovo strumento di annuncio, una via efficace che vince il tentativo del potere degli uomini di tenerti lontano dalla Cina, di isolarti e di offenderti.
Santo Padre, Tu ora riposi dalle fatiche di una vita. Ma noi siamo certi che dal tuo riposo, tu lavori ancora per la Cina e la ami ancora con amore fedele. Non hai potuto venire da noi. Ma il mio popolo e la mia Chiesa desidera al più presto venire a trovarti, a visitare la tua tomba, che sarà sempre più un luogo di vita. Affretta, ti prego, quel giorno. E così sia”.


Da AsiaNews, 7 aprile 2005
http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=2986