Diliberto vuole il matrimonio gay

Socialismo

Gay all’altare se l’Unione vince 

Il Partito dei Comunisti italiani ha presentato alla Camera il suo programma per il pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali, proposte che, secondo il Pdci, dovranno far parte del programma di governo del centrosinistra in caso di vittoria alle Politiche

ROMA.- Oliviero Diliberto rispolvera il matrimonio gay e fa arrabbiare i moderati del centrosinistra. Ieri alla Camera il Partito dei Comunisti italiani ha presentato il suo programma per il pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali, proposte che, secondo il Pdci, dovranno far parte del programma di governo del centrosinistra in caso di vittoria alle Politiche. E, all’interno di una lunga serie di proposte volte a tutelare i diritti degli omosessuali, ci sono anche il riconoscimento del matrimonio omosessuale ( con tutto quello che ne consegue in materia di successione, reversibilità, diritti al lavoro e protezione sociale), l’adozione di bambini anche per single e coppie di fatto e la legalizzazione della procreazione eterologa. «Siamo l’unico partito del centrosinistra a parlare chiaramente di matrimonio gay » , afferma l’ex- ministro Katia Belillo, « così come siamo stati il primo partito ad avere avuto un sindaco gay, a Gela » . Dunque, i Comunisti italiani sono pronti a portare sul tavolo del programma dell’Unione anche i matrimoni gay. Peccato però che proprio Romano Prodi, un paio di settimane fa, abbia messo da parte la questione, bocciandola senza mezzi termini. Diliberto, però, non si scoraggia. « Con Prodi e parte della coalizione abbiamo differenti vedute su molte questioni, altrimenti staremmo tutti nello stesso partito » , spiega il segretario del Pdci, « ma il programma dipenderà dai rapporti di forza nella maggioranza. Il punto è trovare una mediazione, un compromesso, sul matrimonio gay come su molte altre questioni » . Alla maggior parte degli esponenti del centrosinistra, però, solo sentir parlare di matrimonio gay si alzano i capelli sulla testa. « Se insistono su questo punto, vuol dire che il programma se lo faranno da soli, fuori dall’Unione » , commenta Gerardo Bianco della Margherita, « del resto, su questo punto, l’unica linea della coalizione è quella già espressa da Prodi. Finché si parla di aumentare diritti civili e patrimoniali va bene, ma il matrimonio è un’altra cosa. Del resto, nessuna delle proposte di legge sull’argomento presentate in Parlamento dell’Ulivo fanno riferimento a matrimonio o adozioni » . Già, perché la fuga in avanti di Diliberto supera anche la posizione del diessino Franco Grillini, storico leader delmovimento gay. « La nostra proposta si chiama ” Pax”, ovvero un ” patto civile di solidarietà”, e, sull’esempio francese, chiede il riconoscimento dei diritti civili ed economici per tutte le coppie che convivono, sia etero che omo » , spiega Grillini. E poi prosegue: « Ormai la completa parità esiste nella quasi totalità dei paesi europei. Il punto è se sette milioni di persone che in Italia convivono debbano avere o no una copertura giuridica. Da questo punto di vista le coppie gay devono avere gli stessi diritti degli altri. Per questo stiamo lavorando affinché la legge possa vedere la luce con spirito bipartisan prima della fine della legislatura » . Dunque, anche nella proposta di legge di Grillini non si parla di matrimonio omosex. « E’ giusto riconoscere agli omosessuali diritti sul piano giuridico e patrimoniale, ma da qui a parlare di matrimonio o adozioni ce ne passa » , assicura il socialista Ugo Intini, « e, nonostante le affermazioni di Diliberto, se il centrosinistra andrà al governo non ci saranno matrimoni gay » . Posizione condivisa anche dalla maggioranza della Quercia. « Bisogna evitare qualsiasi forma di equiparazione tra il matrimonio tra uomo e donna e altri tipi di unione » , osserva il responsabile ” diritti e movimenti” della segreteria diessina Mimmo Lucà, che continua: « Dobbiamo evitare qualsiasi discriminazione e tutelare i diritti delle persone che convivono, ricordandoci però che questi nuclei non sono famiglie. Sulle adozioni, invece, bisogna rispettare il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre » .

di Gianluca Roselli – Libero 17 febbraio 05