Dell’obiezione di coscienza in caso del ‘matrimonio’ tra omosessuali

Famiglia: coppie di fatto

Nota della Conferenza Episcopale sulla questione dell’obiezione di coscienza in caso del “matrimonio” tra omosessuali: “Opporsi a disposizioni immorali, contrarie alla ragione, non è andare contro nessuno, ma essere per l’amore della verità e per il bene di ogni persona”  

Madrid (Agenzia Fides) – “È nostro dovere parlare con chiarezza quando in Spagna si pretende di fare una retromarcia sulla strada della civiltà con una disposizione legale senza precedenti e gravemente lesiva dei diritti fondamentali del matrimonio e della famiglia, dei giovani e degli educatori” affermano i Vescovi spagnoli in una nota del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale Spagnola, emessa ieri, 6 maggio, con il titolo “Sull’obiezione di coscienza davanti ad una legge radicalmente ingiusta che corrompe l’istituzione del matrimonio”. I Vescovi qualificano la nuova definizione legale che il Parlamento vuole dare al matrimonio come “una flagrante negazione di dati antropologici fondamentali ed un autentico sovvertimento dei principi morali più basilari di ordine sociale”. 


            “Di fronte all’eventuale approvazione imminente di una legge ingiusta – affermano i Vescovi – dobbiamo parlare nuovamente delle conseguenze che comporterebbe questo nuovo passo”. Secondo i Vescovi questa normativa “corrompe l’istituzione del matrimonio” ed è in realtà una “falsificazione legale del matrimonio” che provocherà enorme danno tra i bambini adottati da queste coppie. 


            Per i Vescovi, la legge che si pretende di approvare “non avrebbe propriamente il carattere di una vera legge, poiché si troverebbe in contraddizione con la retta ragione e con la norma morale” in quanto “la legge civile non può entrare in contraddizione con la retta ragione senza perdere la forza di obbligare in coscienza”. I Vescovi inoltre affermano che i cattolici “devono opporsi in modo chiaro ed incisivo, ed ognuno potrà rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza. L’ordinamento democratico dovrà rispettare questo diritto fondamentale della libertà di coscienza e garantire il suo esercizio”. I Vescovi concludono affermando che “opporsi a disposizioni immorali, contrarie alla ragione, non è andare contro nessuno, bensì andare a beneficio dell’amore per la verità e del bene di ogni persona”. (RG) (Agenzia Fides 7/5/2005, righe 23, parole 298)


Il testo integrale della nota della Conferenza Episcopale Spagnola


http://www.fides.org/spa/vita_chiesa/spagna_070505.html