DOSSIER: Olanda, eutanasia per bambini, «caso Giovanardi» e l’UNIONE…

Dal mondo

UN REMAKE DEL «CASO BUTTIGLIONE»


1) L’intolleranza laicista nell’Unione di Massimo Introvigne

2) Intervista al Ministro Giovanardi sul «caso Olanda»


 

1)

L’INTOLLERANZA LAICISTA NELL’UNIONE


Il cosiddetto «caso Giovanardi» costituisce un episodio gravissimo di intolleranza laicista e un remake del «caso Buttiglione» del 2004 quando il Parlamento Europeo – con un decisivo contributo sia degli olandesi, sia di membri italiani di partiti dell’attuale Unione – non confermò la nomina del filosofo e ministro italiano a commissario europeo a causa delle sue opinioni contrarie al matrimonio tra omosessuali. All’epoca non solo L’Osservatore Romano ma anche la grande stampa americana fece notare come si fosse superato un punto di non ritorno nell’intolleranza laicista europea: ai cristiani impegnati in politica diventava ufficialmente vietato esprimere opinioni cristiane.


Nessuno si è accorto che, richiamando il precedente nazista per le leggi sull’eutanasia in Olanda, Giovanardi si è limitato a ripetere quanto era stato scritto a chiare lettere in un documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2004, dal titolo «L’eutanasia in Olanda: anche per i bambini!», tuttora disponibile sul sito Internet che raccoglie i testi ufficiali vaticani. In quel testo si evoca addirittura il processo di Norimberga e il fatto che l’Olanda stesse rinnegando il consenso che sembrava raggiunto dall’Europa sul fatto che l’eutanasia praticata dal nazismo fosse un crimine particolarmente ripugnante.


Nel 2000 l’eutanasia era stata introdotta in Olanda per gli infermi maggiorenni capaci di farne richiesta, e nel 2002 estesa anche agli adolescenti sopra i dodici anni che aggiungessero la loro richiesta a quella dei genitori. Infine nel 2004 – secondo le parole del documento vaticano – anche «l’ultimo limite è stato varcato» in Olanda, e si è estesa l’eutanasia ai bambini sotto i dodici anni, «liberati dal dolore» con l’assenso dei medici e dei genitori. Il documento nota una «legge del piano inclinato per cui, una volta ammessa la legittimità della morte inflitta per pietà sull’adulto cosciente che ne faccia richiesta esplicita, poi si passa anche ad allargarne l’applicazione ai giovani, agli adolescenti, e infine ai bambini e ai neonati, ovviamente senza il loro consenso. È facile anche prevedere che lo scivolamento sul piano inclinato dell’eutanasia continuerà nei prossimi anni fino a includere i pazienti adulti ritenuti incapaci di chiedere il consenso». È esattamente quanto sta discutendo il Parlamento olandese in questi giorni in tema di malati di mente incurabili, ed è contro questa deriva che ha protestato Giovanardi.


L’Olanda, come già nel caso Buttiglione, pensa che non sia lecito a un politico cattolico esprimere la sua adesione pubblica al magistero della Chiesa su punti che toccano la nozione stessa di civiltà. Il problema potrebbe riguardare solo il declino inarrestabile della moralità di una certa classe politica olandese. Ma c’è anche un problema italiano: un fronte di partiti, singoli esponenti politici e giornali che sostengono l’Unione, si è scatenato contro Giovanardi.  È emerso così con chiarezza che nell’Unione ci sono partiti e candidati che auspicano per l’Italia in tema di eutanasia un futuro all’olandese.

È l’Unione allora che deve scusarsi con gli italiani (cattolici e no) d’accordo con la Chiesa sul fatto che l’eutanasia all’olandese sia una forma di barbarie. Naturalmente Prodi ci dirà che si tratta di «posizioni personali» di singoli candidati delle sue liste. Ma sono «posizioni personali» che, se dovesse vincere l’Unione, staranno e si faranno sentire all’interno della maggioranza in Parlamento.


di Massimo Introvigne


Il Giornale n. 66 del 19-03-06 pagina 10



2)


INTERVISTA AL MINISTRO GIOVANARDI SUL «CASO OLANDA»
Giovanardi: immorale la legislazione olandese. L’Unione lo bersaglia. Precisazioni della prof.ssa Binetti.


Nel tritacarne della sinistra c’è posto per tutti. Anche per chi vorrebbe offrire una chance di vita ai bambini olandesi invece di abbandonarli alla pietà generale. E a genitori così “compassionevoli” che potranno decidere di sopprimerli. Nei Paesi Bassi la “dolce morte” può portarsi via le creature al di sotto dei 12 anni. Guai a chi osa scalfire il muro di omertà.
Ministro Giovanardi, la dura critica alla legislazione olandese ha sollevato un problema scomodo e spesso taciuto. Lei è diventato il bersaglio dell’Unione, se potesse tornerebbe indietro?
«Certamente no. Quel che è accaduto è un attacco alla libertà di opinione, un tentativo di imbavagliare i ministri. È stato Capezzone ad amplificare l’episodio presso gli olandesi: ora Berlusconi deve tener conto che la Lega, l’Udc e An con l’appoggio di Mastella e Cossiga hanno fatto quadrato sul tema».
Allora i radicali sono stati convincenti: Balkenende è andato su tutte le furie. Perché una reazione tanto infiammata?
«Io rivendico la coerenza di un patrimonio ideale che ho sempre espresso. Da Norimberga in poi la legge morale prevale sulla legge degli Stati: quella dell’Olanda è una legislazione immorale che va contro natura. E se un Paese dell’Unione Europea dovesse accettare la tortura, noi non avremmo il diritto di criticarlo?».
La sinistra ha giudicato le sue parole un tentativo di ingerenza.
«Soltanto Cossiga si è allineato alle mie posizioni giudicando legittimo il confronto con la Germania nazista. A suo giudizio, se Stati e Chiese avessero espresso critiche e condanne sulle leggi del Terzo Reich sull’eutanasia, trasformata poi rapidamente in eutanasia di disabili ed ebrei, non vi sarebbe potuto essere il Male assoluto. Purtroppo altri politici mi hanno attaccato in modo del tutto gratuito. Prendiamo De Michelis che ha invocato rispetto per le decisioni di un altro governo europeo. Ma allora non dovremmo avere più opinioni? Neanche quando ci vanno di mezzo i bambini?».
E cosa ne pensa degli esponenti più in vista della Margherita che hanno strategicamente scelto il silenzio?
«C’è stato una sorta di riflesso condizionato. Dopo le dichiarazioni dei vertici i cosiddetti cattolici di sinistra hanno piegato la testa senza intervenire sull’argomento».
Prendiamo un’attivista del comitato Scienza e Vita come Paola Binetti. Da lei si aspettavano tutti una presa di posizione a suo favore.
«Le ho parlato al telefono e le ho espresso il mio disappunto. Dopo aver portato avanti la stessa battaglia al referendum sulla fecondazione, ora fa dietrofront» [ndr. a seguito della telefonata in Il Giornale del 21 marzo è apparso l’articolo di Francesca Angeli “Binetti: sull’eutanasia ha ragione Giovanardi”, nel quale la candidata della Margherita afferma: «Il ministro Giovanardi ha ragione. Anzi direi che nel suo ruolo ha il dovere di dire quello che ha detto, ovvero di difendere la vita. Le sue affermazioni sull’eutanasia dal punto di vista etico sono ineccepibili… Non condivido il linguaggio che ha usato il ministro. Anche perché stigmatizza un intero popolo, mentre magari lo sbaglio è di uno solo. Certamente in Olanda non condividono tutti questa scelta. Però ribadisco: io la penso esattamente come Giovanardi…») .
Quando le decisioni vengono dall’alto è difficile tirarsi indietro?
«Se si tratta di valori in cui credo non ci penserei due volte a sostenere il centrosinistra. Poniamo il caso di una campagna contro la pena di morte negli Stati Uniti: lungi da me attaccare gli avversari per una causa che condivido».
Insomma, per i seguaci di Prodi è una campagna elettorale davvero avvelenata. Siamo al tutto per tutto pur di screditare il governo?
«È l’ennesima conferma di una sinistra livorosa nei confronti del mondo cattolico. E pensare che viviamo in Italia: il Paese che ha sempre sostenuto i cottolenghi, le campagne per recuperare chi ha difetti, il sostegno incondizionato alla vita umana».
Lei ha parlato di una “selezione eugenetica” in atto in Olanda. Cosa intende?
«Semplice, quando si abbassa il livello di tensione morale quel che sembra impensabile diventa a poco a poco possibile. Non ci sono più limiti, tutto viene sdoganato. Si parte dai bimbi down, dai talassemici o quelli che non hanno dignità di vivere perché non sono perfetti. E si procede con gli anziani, gli ammalati, gli embrioni decidendo di propria iniziativa chi ha diritto di vivere e chi no. Non mi pare un fenomeno molto diverso da quel che accadeva nella Germania nazista».
Ancora una volta l’Europa volta le spalle alle nostre radici cristiane?
«Per ora è soltanto l’Olanda a prevedere certe normative aberranti. Il rischio è che un calo di attenzione in materia faccia dilagare la propensione per soluzioni estreme».
Per finire, il caso diplomatico si concluderà con una stretta di mano? O ci vorrà la persuasione del premier per far ragionare Balkenende?
«Parlare di uno strappo diplomatico mi pare eccessivo. Del resto, io ho espresso le posizioni di alcuni medici olandesi sull’orientamento del loro governo. Comunque mi aspetto che Berlusconi rinnovi al primo ministro Jan Balkenende le preoccupazioni dei politici italiani. Occorre ribadire il dissenso del mondo cattolico per una legge che consente di sopprimere delle vite umane».


di Pamela Barbaglia


La Padania [Data pubblicazione: 21/03/2006]