Convertitevi o morirete!

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“Convertitevi o morirete”: minacce degli estremisti indù agli abitanti di un villaggio cattolico in India occidentale


New Delhi (Agenzia Fides) – C’è una diffusa paura e in alcuni vero e proprio terrore nel villaggio tribale cattolico di Rajura, nel distretto di Amravati, nello stato indiano del Maharashtra, nell’India occidentale.

La gente è ancora sconvolta per l’aggressione in massa subita il 7 febbraio scoro da un gruppo di fanatici indù che hanno minacciato tutti gli abitanti invitandoli a riconvertirsi all’induismo, ponendo come alternativa la morte. La chiesa cattolica del villaggio è stata attaccata e i religiosi presenti sono stati vittime di atti intimidatori.


Il villaggio è l’unico del distretto ad avere una amministrazione municipale autonoma. I cattolici sono discendenti degli emigranti venuti dal Madhya Pradesh e le loro famiglie vivono tranquillamente in quel luogo da secoli. “L’intero villaggio è cattolico, gli abitanti sono perlopiù poveri, agricoltori, braccianti ma fedeli molto devoti” ha detto a Fides Mons. Edwin Colaco, Vescovo di Amravati, notando che la situazione p molto grave e che il villaggio si trova in reale pericolo.


Secondo il Vescovo. i gruppi potrebbero essere stati ispirati da un discorso tenuto nei giorni scorsi da un “munni” (leader religioso indù) nel sito di Ayodhya, noto per una antica disputa indu-musulmana. Secondo alcuni testimoni, il munni ha esortato a riconvertire all’induismo i tribali cristiani di etnia adivasi e a “uccidere a fil di spada tutti gli adivasi cristiani” che rifiutano di riabbracciare il credo indù.


Come raccontano a Fides fonti locali, il gruppo indù ha fatto irruzione per le strade del villaggio, sulle jeep, armi in pugno, gridando slogan, ma trovando solo gente al lavoro. Il Vescovo ha denunciato l’accaduto in una lettera alle autorità civili dello stato del Maharashtra, al Ministro degli Interni della Federazione indiana, chiedendo protezione per gli abitanti di Rajura. Ma intanto la gente del villaggio resta chiusa in casa, terrorizzata.


(PA) (Agenzia Fide 10/2/2005)