Condanna infanticidi femminili, l’ONU blocca la risoluzione

Cooperazione allo sviluppo

di Samantha Singson

Malgrado un ampio consenso delle Organizzazioni non governative e delle delegazioni di molti Paesi alla Commissione ONU sullo Stato delle Donne (CSW, secondo l’acronimo inglese), la risoluzione presentata dagli USA che chiedeva il bando della selezione prenatale del sesso e dell’infanticidio delle femmine è stata ritirata questa settimana a causa della pressione di Cina, India, Canada, Costa Rica, Messico e altri.

Tratto da: http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=179

La Cina ha esercitato una forte pressione contro al risoluzione ai più alti livelli delle delegazioni ONU, e anche l’India si è opposta strenuamente. La posizione di questi due Paesi non è sorprendente perché – anche se la risoluzione si concentrava sulla natura globale del problema – Cina e India temevano che l’adozione della risoluzione avrebbe attirato l’attenzione sul fatto che proprio in questi due Paesi si registrano i peggiori casi di infanticidio femminile e di aborti dovuti alla selezione del sesso. I demografi stimano in 100 milioni il numero delle donne mancanti a causa di questo fenomeno.


Anche altre delegazioni però hanno manovrato per far fallire la risoluzione, evitando così la discussione sulla crescente tendenza a uccidere le bambine e sulla sostanza delal risoluzione. Il Canada ha lavorato contro la risoluzione cercando di inserirvi un linguaggio che gli Stati Uniti non potevano appoggiare. Il Costa Rica ha fatto lo stesso anche se non è chiaro perché un Paese pro-life si sia dato così da fare per opporsi all’iniziativa, così come pure il M4essico.


L’Unione Europea ha annunciato il 5 marzo che aveva raggiunto una decisione collettiva a livello europeo per opporsi alla risoluzione. Il motivo addotto è che allo scopo di non far deragliare l’intero processo della Commissione, è meglio aggiungere semplicemente un punto al documento finale della Commissione stessa. Ma in privato alcuni delegati della UE hanno detto a rappresentanti delle ONG che alcuni governi europei si oppongono alla risoluzione sulla selezione del sesso perché si oppongono alla condanna di qualsiasi tipo di aborta. Ufficialmente però l’Unione Europea ha assicurato che nel documento finale appoggerà il limguaggio proposto dagli USA. Gruppi pro-life che seguono i negoziati alla CSW  hanno riferito che finora la UE sta mantenendo la promessa.


La Corea del Sud, uno dei Paesi che più drammaticamente sta sperimentando lo squilibrio demografico, è stato l’unico paese a invertire la tendenza lanciando una campagna di sensibilizzazione chiamata “Ama tua figlia”. Di tutti i Paesi dove è preponderante la “preferenza per il maschio”, la Corea del Sud è stato l’unico ad appoggiare la risoluzione.


In stridente contrasto con le delegazioni ufficiali, le ONG di ogni parte politica hanno discusso il problema a lungo durante le due settimane di lavoro, con una universale condanna del fenomeno. Molti esperti e medici hanno dimostrato che la selezione del sesso è sempre più legata al crimine organizzato, agli stupri, ai rapimenti e al traffico di donne e ragazze. La Santa Sede ha fatto circolare una nota non ufficiale in cui si mette in evidenza che “malgrado l’importanza dell’argomento, la Commissione sullo Stato delle Donne è rimasta in silenzio sulla selezione prenatale del sesso, sull’infanticidio e sulla preferenza del maschio. E’ ora che la Commissione sullo Stato delle Donne rompa il silenzio su questi importanti argomenti”.