Comitato bipartisan contro il referendum

Vita: politiche di bioetica

Comitato bipartisan contro il referendum


Carra (Dl): è un doppio no. Firma anche il Polo. La Margherita si divide. La Bindi: sicuramente andrò alle urne


ROMA – Non andare a votare per i referendum sulla fecondazione artificiale equivale a dire di «no» due volte. Ne sono convinti alcuni esponenti della Margherita, Enzo Carra e Renzo Lusetti, che hanno firmato, con Sandro de Franciscis dell’Udeur un appello bipartisan pubblicato oggi dal quotidiano cattolico l’ Avvenire . La posizione della Chiesa in favore dell’astensionismo è conosciuta ma l’appello dei due deputati, firmato da molti parlamentari del centrodestra, ha provocato una profonda divisione nella Margherita.

LA SCELTA – Spiegano i firmatari: «L’astensione significa due volte No: non votare lascia aperto un confronto di merito che sarà favorito dalla valutazione oggettiva degli effetti delle nuove norme. Una valutazione che compete al Parlamento, che non deve sottrarsi alla sua responsabilità». In sostanza, si dice: non votiamo non per non raggiungere il quorum ma per ribadire la necessità che il dibattito torni nella sua sede più opportuna, il Parlamento. Una tesi che però non convince tutti.

I DUBBI – La condivide Giuseppe Fioroni, mariniano, che si occupa da tempo di questi temi e che dice: «Io sono nel comitato del No. Ma penso che astenersi sia una scelta condivisibile, visto che i referendum sono totalmente inadeguati a sciogliere i nodi di temi delicati come la diagnosi preimpianto». Ma non la condivide Rosy Bindi, che replica quasi seccata: «Io sicuramente andrò a votare. E francamente non capisco queste iniziative adesso, che ancora non si conosce la data del referendum. E’ assolutamente prematuro parlare di questo ora». «No comment» dice Dario Franceschini, che di Carra e Lusetti è fraterno amico, ma che comunque nei giorni scorsi aveva espresso la sua idea: «Io a votare ci vado, non sono nel partito dell’astensionismo».

IL QUORUM – «La posizione ufficiale sarà decisa dopo l’incontro di martedì prossimo – interviene Antonio Maccanico, capogruppo nella commissione Affari costituzionali della Camera -. Io personalmente sono favorevole all’astensione e già lo scorso 2 febbraio ho presentato un’interpellanza al governo nella quale chiedo un’iniziativa comune in Europa su questi temi». Bipartisan, appunto. Puntare a non raggiungere il quorum non è un obiettivo giusto per il prodiano Franco Monaco, vicepresidente dei deputati della Margherita. Che spiega: «L’appello di Carra e Lusetti è per un astensionismo motivato. Per riportare il dibattito in Parlamento. E però credo lo stesso che questa posizione è sbagliata perché potrebbe dare l’impressione di un escamotage , che è quello di chi punta a far mancare il numero, sommando così l’astensionismo motivato a quello pigro, o peggio ignavo. Sono convinto che questi referendum, a differenza di altri nel passato, non sono pretestuosi, non logorano l’istituto referendario, sono invece un’occasione di crescita per tutta la comunità».


Mariolina Iossa (C) Corriere della Sera 13 febbraio 2005