Chiesa-Ue: scoppiano le polemiche in Italia

Parlamento europeo

Bruxelles chiede chiarimenti a Roma su esenzione Ici decisa da Berlusconi

Ora basta: l’Italia subito fuori dalla UE

Chiesa-Ue: scoppiano le polemiche in Italia Il centrodestra: spirito anticristiano, c’è lo zampino del governo Prodi.

Il centrosinistra: stop a privilegi.

ROMA – La richiesta della Commissione europea di ulteriori chiarimenti all’Italia sul provvedimento della Finanziaria 2006 (l’ultima del governo Berlusconi) che concede esenzioni dell’Ici agli edifici delle religioni riconosciute dallo Stato anche se non destinti al culto (principalmente quelli della Chiesa cattolica), ha scatenato una nuova serie di polemiche tra il centrodestra, che parla di «spirito anticristiano dell’Ue», e il centrosinistra, che dice «no ai privilegi». Per il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (Udeur), «è evidente il carattere pretestuoso della presunta violazione delle norme della libera concorrenza cui porterebbe l’esenzione dell’Ici per gli enti ecclesiastici. Gli immobili oggetto dell’esenzione non sono solo ecclesiastici, ma di tutti gli enti no profit, mentre pagano integralmente l’Ici le strutture alberghiere, i ristoranti e i negozi di proprietà di enti ecclesiastici. Spero che non si alzi il solito polverone anticlericale a fronte di una semplice e legittima richiesta di approfondimento dell’Ue».

CENTRODESTRA – «Non è una novità che dall’Unione europea spiri talvolta un vento anticristiano», ha commentato il segretario della Dc per le autonomie, Gianfranco Rotondi. «C’è lo zampino del governo dietro la minaccia Ue contro la Chiesa. È bene che si risponda a muso duro contro un’irricevibile ingerenza comunitaria», ha affermato Francesco Storace, leader della Destra. «Il dossier dell’Ue su falsi benefici fiscali dell’Italia alla Chiesa cattolica è frutto del lavoro fatto dai radicali italiani e coadiuvato dal ministro Emma Bonino», accusa Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera. «Prodi prenda le distanze dagli anticlericali che si agitano nella sua coalizione e difenda il ruolo sociale insostituibile che ha la Chiesa in Italia», ha affermato Maurizio Lupi (Forza Italia). «Anche solo pensare di aprire una procedura contro l’Italia per presunte, e di fatto inesistenti, agevolazioni fiscali è a dir poco stupefacente», ha dichiarato il vice presidente dei senatori di FI, Giuseppe Vegas. ««È incredibile l’offensiva, anche sul piano fiscale, che il governo muove contro la Chiesa. Vanno respinti gli attacchi morali e materiali che offendono tradizioni e valori profondamente radicati nella realtà italiana. La Ue eviti gravi interferenze che non sarebbero tollerabili», secondo Maurizio Gasparri (An). ««Nell’Ue prevalgono nuovamente i circoli radical-massonici», è convinto Maurizio Ronconi, vice presidente dei deputati Udc alla Camera. «Invito la Commissione Ue a essere più prudente e a non avallare i sospetti di un’Ue anticristiana che hanno portato alla sconfitta nei referendum sul trattato in Francia e Olanda», ammonisce Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc. «È sconcertante l’intenzione dell’Ue che dimostra di non conoscere la situazione italiana e di cedere alle idee più oltranziste e false che circolano sui rapporti tra Stato e Chiesa in Italia», ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
CENTROSINISTRA – «È assurda la levata di scudi del centrodestra contro l’Ue. Se lo Stato è laico, deve esserlo anche nell’applicare le norme», ha replicato Marco Rizzo, capo delegazione dei Comunisti italiani all’Europarlamento. «Bisogna augurarsi che la posizione del nostro Paese, decisamente europeista, sappia orientarsi per superare questo privilegio, che rimane in capo agli enti ecclesiastici», ha aggiunto Natale Ripamonti, vice presidente del gruppo Verdi-Pdci del Senato. «C’è un solo metodo per appurare cos’è un privilegio fiscale: se a parità di attività vi è un differente trattamento, c’è discriminazione», sostiene Maurizio Turco, deputato della Rosa nel pugno. «Quando avevo sollevato questo tema non era per anticlericalismo, che non mi appartiene, ma per la necessità di armonizzare le regole fiscali anche per gli istituti religiosi», ha precisato il sottosegretario all’Economia, Paolo Cento (Verdi). «Le informazioni richieste dalla Commissione europea al governo italiano sulle esenzioni fiscali concesse al Vaticano non sono il frutto di un’azione diabolica della Bonino, ma dal fatto che esistono privilegi», ha affermato Roberto Villetti, vice segretario dello Sdi e capogruppo della Rosa nel pugno alla Camera.

(C) Corriere.it
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/28/chiesa_fisco_ue.shtml