Cattolici fondatori del Partito Democratico

Socialismo

1) Verso il Pd/ Nel maxi-comitato dei 45 anche i Focolarini


2) Pd, i 45 del comitato promotore. Prodi soddisfatto: «Personaggi autorevoli»

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Verso il Pd/ Nel maxi-comitato dei 45 anche i Focolarini

Spunta Letizia De Torre, classe 1954, sottosegretario all’Istruzione. Ritratto


Anche il Focolare nel Partito Democratico? E perché no: dopo i Teodem, che raccolgono dalla cattolica numeraria Opus Dei da Paola Binetti a Luigi Bobba proveniente dalle Acli e che, negli ultimi tempi, non hanno riscosso molto favore in Vaticano – a quanto si mormora – ecco Letizia De Torre nel comitato dei 45 che il 14 ottobre darà il via alla nascita del PD.

Chi è la De Torre? E’ un sottosegretario all’Istruzione, classe 1954, ed insegnante di matematica. Nata a Cervignano del Friuli, ha lavorato con i giovani per azioni di solidarietà, di pace e di unità tra le culture, i popoli, le fedi. Fondamentale, per lei, oltre che l’incontro con il movimento del Focolare creato da Chiara Lubich, quello con Alcide De Gasperi: lo trova nelle pagine di “Mio caro padre” scritto da Maria Romana, la figlia dello statista Dc. Ex consigliere comunale a Trento, ex coordinatrice dei Democratici Popolari ed assessore alle politiche sociali della città, “ha dato il proprio contributo per uno stile politico di dialogo, per una democrazia partecipata, per una nuova reciprocità tra politica e realtà sociali, per una concezione cooperativa dei livelli di governo”, scrive nelle sue note sul sito del ministero dell’Istruzione. E aggiunge: “Ha potuto in tal modo contribuire direttamente ad avviare una esperienza politica e amministrativa di “edificazione sociale” di comunità costruita insieme con i cittadini, le circoscrizioni, le associazioni e l’economia sociale”.

Parole molto vicine al pensiero dei Focolarini, movimento dalla fede semplice e impegnata nel servizio al prossimo fondato nel 1944 da Chiara Lubich. Base in Toscana, è una realtà conosciuta anche all’estero e capace di una buona penetrazione anche nei Paesi che furono appartenenti alla Cortina di Ferro. Questo il pensiero sul sociale: “All’aiuto, in denaro e beni di prima necessità, si accompagna l’impegno a trovare lavoro per i disoccupati, a cercare un alloggio a chi lo ha perso fino ad avviare una comunione dei beni che spontaneamente entra in azione tra le persone della comunità che si va formando”. S’innesta insomma “il circuito vitale del “dare-ricevere-dare”: più danno viveri, vestiario, medicinali, più ne arrivano con insolita abbondanza. Sperimentano la verità di quelle parole: “date e vi sarà dato: una misura colma e traboccante”. Sin dagli inizi nasce la convinzione che nel Vangelo vissuto è racchiusa in nuce la più potente rivoluzione sociale”. Non ultima l’attenzione alle famiglie: il movimento del Focolare, tramite Famiglie Nuove, che raccoglie tutte le famiglie dei Focolari, è stato tra i maggiori promotori, il 12 maggio scorso, del Family Day a Roma.

Con queste premesse, è facile comprendere le parole con cui la De Torre chiude la sua biografia: “La candidatura e l’elezione al Parlamento, prima, e l’incarico di Governo, poi, arrivano inaspettati, come nuova possibilità di contribuire a scrivere con tutti una pagina politica nuova, nel solco della esperienza di partecipazione e di dialogo maturata sinora”. Speriamo sia utile anche per le pagine variegate del Pd.


di Antonino D’Anna

Affari italiani Sabato 26.05.2007 11:07


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Pd, i 45 del comitato promotore. Prodi soddisfatto: «Personaggi autorevoli»


45 membri tra i quali tutti i leader del centrosinistra, dirigenti di partito e sindaci e governatori che contano; solo un terzo di donne; il più giovane è Enrico Letta (classe 1966), già comprovato esponente di punta della politica. Il comitato promotore nazionale per il Partito democratico, che si insedia oggi nella sede dell’Ulivo a piazza Santi Apostoli, ha nomi e cognomi, ma altri potrebbero arrivarne con esponenti dell’associazionismo che potrebbero entrare a farne parte nei prossimi giorni. Con il Presidente del Consiglio, Romano Prodi ne fanno parte 11 ministri dell’attuale governo tra i quali Amato, Bersani, D’Alema, Letta, Parisi e Rutelli; ci sono politici di lungo corso come Lamberto Dini e leader di partito quali Fassino, Franceschini e Luciana Sbarbati; ci sono presidenti di regioni governate dal centrosinistra come Bassolino, Errani, Loiero e sindaci della portata di Veltroni, Cofferati, Iervolino, Domenici. Ma non mancano nemmeno personaggi “di confine”, come il leader dell’Italia di Mezzo Marco Follini e Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo e esponente dei socialisti usciti dallo Sdi per aderire al Pd; c’è Renato Soru, presidente della Regione Sardegna, fondatore del movimento Progetto Sardegna. Dentro il comitato pure affermati dirigenti di partito quali Anna Finocchiaro, Maurizio Migliavacca, Enrico Morando, Marina Sereni, Patrizia Toia. E tra gli ulivisti, oltre a Mario Barbi e Antonello Soro c’è Gad Lerner. Nella lista rientrano anche personalità con forte radicamento nella società civile: Letizia De Torre del Movimento dei Focolarini; Paola Caporossi e Lella Massari, esponenti dell’associazionismo dell’Ulivo; Tullia Zevi, esponente del mondo ebraico, oltre a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Compreso tra i membri del comitato è Angelo Rovati, già consigliere di Prodi a palazzo Chigi, poi sacrificato sull’onda dell’affaire Telecom.

Le donne sono 16: solo una in più di un terzo, troppo poco secondo numerose uliviste. 22 esponenti del centrosinistra avevano chiesto con una lettera inviata a Romano Prodi che il comitato per la costituente del Pd fosse composto al 50% da donne. Il Presidente del Consiglio aveva garantito che la presenza di un congruo numero di signore nel Comitato costituente e nell’assemblea del Pd sarebbe stata rispettata. E oggi sottolinea che tra i compiti del comitato «c’é anche quello di definirla nei termini quantitativi e di vedere come si può organizzare». È questo, secondo Prodi «uno dei compiti fondamentali» del comitato.

Scontenti sono però anche gli juniores di Quercia e Margherita, che ricordano come nelle intenzioni il Pd dovesse rappresentare il partito del salto generazionale. «E invece – dicono Pina Picierno e Fausto Raciti – nessuno dei componenti del comitato che lo lancerà abita anagraficamente sotto i 40. Senza contare che, al di là del dato puramente biologico, alcuni dei rappresentanti inclusi nel comitatone, hanno alle spalle una lunga militanza partitica, ben oltre il discrimine tra prima e seconda repubblica». Insomma, se doveva rappresentare «chi nel 2010 avrà vent’anni» l’inizio non é proprio dei migliori. Per questo un po’ di preoccupazione per il futuro loro la sentono, perchè se nei prossimi mesi si definiranno le regole e le forme attraverso cui dar vita al nuovo partito «chi garantirà la cittadinanza delle giovani generazioni all’interno di questo percorso?».
Ma intanto la macchina è partita. Prima riunione: la prossima settimana, il 30 maggio; entro il 15 giugno un seminario e per il 20 approvazione delle regole per l’elezione dell’assemblea costituente. Antonello Soro dice «oggi siamo saliti su un treno che viaggia a una velocità maggiore di quella che avevamo pensato solo qualche mese fa».


di Sara Bianchi

Il Sole24Ore 23 maggio 2007