Cammilleri: Ingerenza (prodiana)

La cappa ideologica

Dal sito del maggiore apologista cattolico vivente, Rino Cammilleri
http://www.rinocammilleri.it/

L’antico vizio dei politici “laici”, siano atei,
agnostici o «cattolici adulti» è il volere che la religione sia solo un instrumentum regni, buona cioè
a forgiare sudditi obbedienti e sottomessi. Alla tentazione non è riuscito a
sottrarsi neanche Prodi, il quale, com’è noto, vorrebbe che nelle omelie si
denunciasse l’evasione fiscale come peccato gravissimo e si sferzassero i
fedeli con parole di fuoco circa l’obbligo «religioso» di pagare, zitti e bravi,
le tasse.

Citando opportun(istic)amente san Paolo (che, in
realtà, invitava i cristiani al lealismo verso l’autorità costituita e mai
parlò di fisco), ecco l’invito a usare la mezz’ora di predica domenicale per
ricordare i doveri del buon cittadino. Forse che gli stessi vescovi, di tanto
in tanto, non emanano decaloghi del buon guidatore? Già: è questa la Chiesa che piace, quella
che non fa gridare all’«ingerenza» e non fa sperare alle Bindi che sia finita
l’«era di Ruini».

Qualche parroco, però, ha fatto capire che,
al contrario, preferirebbe dedicare omelie al buon uso da parte del governo delle
tasse percepite. Ma la voracità di questo
governo meriterebbe ben altro che omelie: magari qualche invito
all’insurrezione o, almeno, all’obiezione di coscienza.

Sono
vecchi cavalli di battaglia della sinistra lo statalismo e la demonizzazione
dell’evasore. Ricordate i manifesti per le strade e gli spot governativi ai
tempi del duo Craxi-De Michelis? Lo slogan era: «Io pago le tasse, e tu?».

E
giù giri di vite sui commercianti e le (solite) categorie incise sulla Colonna
Infame. La risposta corretta alla domanda socialista sarebbe stata: «E tu,
governo insaziabile, cosa ne fai del sangue che ci succhi?». Poi venne Mani
Pulite e ci fu spiegato dove finivano i nostri soldi.

Ora,
con gli statalisti coalizzati al potere, ritorna l’ossessione: lotta continua agli
evasori. Tacendo che si spende di più nel recupero di tasse evase che
nell’introito effettivo (l’1% scarso).

Tacendo che in
qualunque manuale di Scienza delle Finanze sta scritto che l’aumento della pressione
fiscale è direttamente proporzionale a quello dell’evasione, perché il rischio
di essere beccati è compensato da quel che ci si rimette. Purtroppo, la Chiesa non predica queste cose, ridottasi com’è al solo ambito della
morale sessuale.

Timorosa delle accuse di «ingerenza»,
dimentica gli esempi illustri di san Giovanni Battista, sant’Ambrogio, san
Gregorio VII e tanti altri che al Potere le cantavano chiare e forti. O san
Francesco di Paola: dalle monete donategli dal re di Napoli spremette sangue
dicendo davanti a tutta la corte che, quello, era sangue dei sudditi.