CINA: 100 tonnellate di sostanze tossiche nel fiume… e il governo taceva

Socialismo

Cina, si diffonde la paura per l’inquinamento e la sfiducia verso i leader


Almeno 100 tonnellate di sostanze tossiche finite nel fiume Songhua. Si teme che il benzene rimanga sulle rive e nelle zone ghiacciate per tutto l’inverno. A Chongqing esplode un impianto chimico e si diffondono voci di inquinamento del fiume. Esperti e media molto critici verso il governo.

Pechino (AsiaNews/Scmp) – Oltre 100 tonnellate di  prodotti chimici tossici sono finite nel fiume Songhua per l’esplosione nell’impianto petrolchimico della China National Petroleum Corp (Cnpc) di Jilin il 13 novembre. La conferma è giunta ieri da Zhang Lijun, vice direttore dell’Amministrazione per la protezione ambientale dello Stato. Intanto la massa d’acqua inquinata attraversa Harbin e prosegue verso altre città. Intanto continuano le critiche per come il governo ha gestito l’emergenza.
Il Cnpc aveva sempre negato qualsiasi inquinamento e in televisione aveva insistito che il benzene si era “disintegrato” nell’acqua ed era rimasto solo anidride carbonica, non nociva. Solo ieri Zeng Yukang, vice direttore generale del Cnpc, ha espresso “simpatia e profonde scuse” ai cittadini di Harbin.
Zhang ha confermato che la massa tossica è arrivata a Harbin nelle prime ore di ieri e la sta attraversando. Alle ore 0 locali di oggi la concentrazione di nitrobenzene era circa 33 volte superiore al massimo consentito. Prima di Harbin la massa d’acqua ha attraversato la piccola città di Songyuan ma – dice Zhang – non ci sono stati problemi perché per 2 giorni l’acqua è stata presa dalle falde sotterranee.
Ad Harbin è stato evacuato chi abitava vicino al fiume, come i 300 residenti del villaggio di Niujiadian e quelli dell’isola Gou. Oltre 1.000 soldati sono impegnati a installare filtri alle tubature per assorbire il benzene. Fonti governative ritengono che per domenica si potrà arte riaprire l’acquedotto. Ma Shi Zhong, sindaco di Harbin, teme che le sostanze tossiche possano impregnare le rive e le altre zone ghiacciate del fiume e rimanerci fino a primavera.
Le polemiche contro il governo si accrescono e molti si chiedono quali altri fatti non sono rivelati. Zhang Ming, professore all’università Renmin di Pechino, accusa i governi locali di aver “mancato ai loro doveri” e di avere “raccontato bugie”. La stampa osserva che il Songhua è lungo 1927 km. e attraversa 30 grandi città, oltre a villaggi con una popolazione rurale lasciata senza informazioni né protezione. Zhang Zuoji, governatore dell’Heilongjiang si dichiara preoccupato che molti contadini possano non avere conosciuto gli avvisi pubblici e prendano acqua dal Songhua.
Nel clima di incertezza, crea allarme un’esplosione avvenuta ieri in un impianto chimico a Chongqing (Cina centrale). Ci sono stati 1 morto e 3 feriti, 6 mila persone sono state evacuate dalle abitazioni, ma la stampa locale riferisce la diffusa paura per inquinamento da benzene: funzionari della protezione ambientale – racconta un quotidiano – avvertono gli abitanti di non usare l’acqua del fiume e 2 scuole sono state chiuse. Il benzene è velenoso e può causare anemia, cancro, danni epatici.
Dopo Harbin il fiume attraversa la città di Jiamusi, che però attinge l’acqua da falde sotterranee.
Preoccupazione crescente anche in Russia: l’arrivo della massa inquinata al confine è previsto per il 26 novembre; tra il 30 novembre  e il 1° dicembre toccherà la città di Habarovsk, 650 mila abitanti. Si teme che il benzene inquini l’intero impianto idrico della zona.


AsiaNews 25 Novembre 2005