Buttiglione fa rossi dalla vergogna i Verdi

La cappa ideologica

“Cacciato dall’Europa per colpa di un pedofilo”

Il pedofilo di cui parla Buttiglione è nientemeno che il capogruppo dei Verdi all’Europarlamento, Daniel Cohn-Bendit… l’ideologo del Sessantotto, il mitico Dani il Rosso del Maggio francese. Osannato dalla sinistra radicale europea e da quella nostrana…..

 MILANO – Torna a parlare della sua esclusione dall’esecutivo Ue, Rocco Buttiglione. E lo fa senza troppi peli sulla lingua, con accuse precise e dettagliate. Facendo nomi e cognomi. “La mia vicenda di commissario europeo – ha detto ieri – è una vergogna per la sinistra europea e italiana: un pedofilo che caccia un cristiano dalla Commissione europea”.

Il pedofilo di cui parla Buttiglione è nientemeno che il capogruppo dei Verdi all’Europarlamento, Daniel Cohn-Bendit: “Sì, mi riferisco proprio a lui” afferma il ministro alle Politiche comunitarie.
Daniel Cohn-Bendit, l’ideologo del Sessantotto, il mitico Dani il Rosso del Maggio francese. Osannato dalla sinistra radicale europea e da quella nostrana. Oggi ha quasi sessant’anni. Nel lontano 1976 descrisse le proprie esperienze di tipo erotico con bambini. Lo fece in un dettagliato scritto sulla rivista progressista tedesca “Das Da”. La cosa passò quasi inosservata allora, ma venne ripresa dal settimanale britannico “The Observer” nell’edizione del 28 gennaio 2001.
“Il mio costante flirt con tutti i bambini “, scriveva Cohn Bendit nel 1976, “assunse presto connotazioni erotiche. Potevo veramente sentire come all’età di cinque anni le piccole bambine avevano già imparato a corteggiarmi. È difficile da credere. La maggior parte delle volte mi sentivo senza difese. Mi accadde diverse volte che i bambini mi aprissero la patta dei pantaloni e cominciassero ad accarezzarmi. Io reagivo ogni volta differentemente a seconda delle circostanze, ma il loro desiderio mi metteva di fronte a un problema. Chiedevo loro perché non si accarezzavano l’un l’altro, perché sceglievano me e non altri bambini. Ma quando continuavano e insistevano io cominciavo ad accarezzarli. E per questo fui accusato di comportamento pervertito”.
Ecco chi è Cohn-Bendit. Che tardivamente tentò di giustificarsi precisando che ciò che aveva scritto erano solo brani di “pura fantasia” senza nulla di autobiografico, concepiti come “una provocazione della morale borghese” (Repubblica 29 gennaio 2001).

Rocco Buttiglione di fronte al pubblico di un convegno sulle radici cristiane della nuova Europa a Bari cita lo scritto di Cohn-Bendit e precisa: “A differenza di lui e di altri della sinistra io non dico falsità ma parlo di cose documentate. Pensavo che questa fosse nota. Ma vuol dire che nulla è più ignoto di ciò che è pubblicato”.
Ecco la replica del deputato verde: “Penso che Buttiglione debba dormire un po’ di più e starsene un po’ tranquillo: spero che nel 2005 trovi il tempo per farlo”. Poi racconta: “Il giorno prima della sua audizione nella commissione Libertà del Parlamento Ue, Buttiglione venne a trovarmi nel mio ufficio; è stato molto aperto e cordiale ed insieme abbiamo discusso di svariati temi, ci siamo confrontati su diversi punti di vista; ma all’audizione io non sono andato perché non faccio parte di quella commissione, per cui non capisco che cosa c’entri” . Cohn Bendit incalza: “I problemi di Buttiglione sono iniziati con un suo articolo sull’omosessualità su un giornale olandese. All’audizione, quell’articolo diede spunto ad una domanda di una collega olandese. E Buttiglione ha detto che quella collega è stata manipolata da me, il che non è vero. Lo ha detto perché non ritiene concepibile che una donna, in quanto tale, possa essere in grado di fare una domanda senza essere manipolata da un uomo” .

E la sinista italiana? “E questo sarebbe un ministro delle Politiche comunitarie?” , si interroga il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. “Buttiglione è un volgare calunniatore – dice – e si deve dimettere. Chiediamo al segretario dell’Udc, Marco Follini, se questa sia la posizione del suo partito oltre, naturalmente, di porgere le scuse formali al capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo per il gravissimo e vergognoso insulto ricevuto” .
Pecoraro si legga gli scritti del suo amico.


di Carlo Nicolato


Libero 16 Gennaio 2005