Benedetto XVI: il disagio mentale colpisce un quinto dell’umanità…

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Il Papa: conflitti, terrorismo, ma anche crisi dei valori causano disagio mentale


Conflitti armati, catastrofi naturali e “il dilagare del terrorismo”, non provocano solo morte, ma anche traumi psichici e disagio mentale che nei Paesi ad alto sviluppo economico si uniscono alla “incidenza negativa della crisi dei valori morali”. Così si è espresso Papa Benedetto…

Città del Vaticano (AsiaNews) – Conflitti armati, catastrofi naturali e “il dilagare del terrorismo”, non provocano solo morte, ma anche traumi psichici e disagio mentale che nei Paesi ad alto sviluppo economico si uniscono alla “incidenza negativa della crisi dei valori morali”. Le persone che soffrono per problemi di salute mentale, spesso costrette alla solitudine e considerate solo un peso, sono la preoccupazione centrale del messaggio di Benedetto XVI per la 14/ma Giornata mondiale del malato, reso noto oggi.
La celebrazione centrale della Giornata, il prossimo 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, si terrà questa volta ad Adelaide, in Australia, e le manifestazioni culmineranno con la celebrazione eucaristica nella cattedrale dedicata a San Francesco Saverio, definito dal Papa “infaticabile missionario delle popolazioni dell’Oriente”.
I messaggi papali sono tradizionale occasione per offrire ai cristiani spunti di riflessione e indicazioni operative: quello di quest’anno vuole richiamare l’attenzione della pubblica opinione “sui problemi connessi col disagio mentale, che colpisce ormai un quinto dell’umanità e costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria” e “sollecitare l’impegno delle comunità ecclesiali”.
“In molti Paesi – rileva il Papa – non esiste ancora una legislazione in materia ed in altri manca una politica definita per la salute mentale. C’è poi da notare che il prolungarsi di conflitti armati in diverse regioni della terra, il succedersi di immani catastrofi naturali, il dilagare del terrorismo, oltre a causare un numero impressionante di morti, hanno generato in non pochi superstiti traumi psichici, talora difficilmente recuperabili. Nei Paesi ad alto sviluppo economico, poi, all’origine di nuove forme di malessere mentale gli esperti riconoscono anche l’incidenza negativa della crisi dei valori morali. Ciò – sottolinea il messaggio – accresce il senso di solitudine, minando e persino sfaldando le tradizionali forme di coesione sociale, ad iniziare dall’istituto della famiglia, ed emarginando i malati, particolarmente quelli mentali, considerati sovente come un peso per la famiglia e per la comunità”.
Di fronte a tale realtà, Benedetto XVI nel rendere merito a quanti “operano perché non venga meno lo spirito di solidarietà” incoraggia “gli sforzi di chiunque si adoperi perché a tutti i malati di mente sia dato accesso alle cure necessarie. Purtroppo – nota il Papa – in molte parti del mondo i servizi per questi malati risultano carenti, insufficienti o in stato di disfacimento. Il contesto sociale non sempre accetta i malati di mente con le loro limitazioni, e anche per questo si registrano difficoltà nel reperire le risorse umane e finanziarie di cui c’è bisogno. Si avverte la necessità di meglio integrare il binomio terapia appropriata e sensibilità nuova di fronte al disagio, così da permettere agli operatori del settore di andare incontro più efficacemente a quei malati ed alle famiglie, le quali da sole non sarebbero in grado di seguire adeguatamente i congiunti in difficoltà”.
Nel ribadire l’impegno della Chiesa ad essere vicina a quanti soffrono o cercano di alleviare le sofferenze altrui, il messaggio raccomanda agli operatori pastorali, alle associazioni ed organizzazioni del volontariato “di sostenere, con forme ed iniziative concrete, le famiglie che hanno a carico malati di mente, verso i quali auspico che cresca e si diffonda la cultura dell’accoglienza e della condivisione, grazie pure a leggi adeguate ed a piani sanitari che prevedano sufficienti risorse per la loro concreta applicazione”. “Ogni cristiano, secondo il proprio compito e la propria responsabilità, è chiamato a dare il suo apporto affinché venga riconosciuta, rispettata e promossa la dignità di questi nostri fratelli e sorelle”.
A quanti infine sono “provati dalla malattia”, Benedetto XVI rivolge l’invito “ad offrire insieme con Cristo la vostra condizione di sofferenza al Padre, sicuri che ogni prova accolta con rassegnazione è meritoria ed attira la benevolenza divina sull’intera umanità”. (FP)


Asia News, 16 Dicembre 2005