Benedetto XVI ai partecipanti al Convegno promosso dal PPE

Dal mondo

Benedetto XVI rivolge ai partecipanti al Convegno promosso dal Partito Popolare Europeo un pressante appello ad essere testimoni coerenti di quei principi “iscritti nella natura umana” che ricevono «luce e conferma dalla fede»


VITA, FAMIGLIA, EDUCAZIONE:
TRE VALORI NON NEGOZIABILI


Vita, famiglia, educazione:  sono i tre valori “non negoziabili” sui quali oggi la Chiesa chiede particolare attenzione e impegno in nome della tutela e della promozione della dignità della persona umana. Benedetto XVI li ha riproposti ai partecipanti al Convegno promosso dal Partito Popolare Europeo, ricevuti in udienza nella mattina di giovedì 30 marzo, nell’Aula della Benedizione. Questi sono i punti nodali del discorso del Santo Padre: 


“Apprezzando le sue radici cristiane, l’Europa sarà in grado di offrire un orientamento sicuro alle scelte dei suoi cittadini e delle sue popolazioni, rafforzerà la loro consapevolezza di appartenere a una civiltà comune, e alimenterà l’impegno di tutti ad affrontare le sfide del presente per il bene di un futuro migliore”;

“Il vostro sostegno all’eredità cristiana può contribuire in maniera significativa a sconfiggere quella cultura tanto ampiamente diffusa in Europa che relega alla sfera privata e soggettiva la manifestazione delle proprie convinzioni religiose. Le politiche elaborate partendo da questa base non solo implicano il ripudio del ruolo pubblico del cristianesimo, ma, più in generale, escludono l’impegno con la tradizione religiosa dell’Europa”;

“Dal momento che questa tradizione, proprio in ciò che possiamo definire la sua unione polifonica, trasmette valori che sono fondamentali per il bene della società, l’Unione Europea può solo ricevere un arricchimento dall’impegno con essa. Sarebbe un segno di immaturità, se non addirittura di debolezza, scegliere di opporvisi o di ignorarla, piuttosto che di dialogare con essa. In questo contesto bisogna riconoscere che una certa intransigenza secolare dimostra di essere nemica della tolleranza e di una sana visione secolare dello Stato e della società”;

Quando le Chiese o le comunità ecclesiali intervengono nel dibattito pubblico, esprimendo riserve o richiamando certi principi, ciò non costituisce una forma di intolleranza o un’interferenza poiché tali interventi sono volti solamente a illuminare le coscienze“;

Tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale; riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, quale unione fra un uomo e una donna basata sul matrimonio, e sua difesa dai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale; tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli. Questi principi non sono verità di fede anche se ricevono ulteriore luce e conferma dalla fede. Essi sono iscritti nella natura umana stessa e quindi sono comuni a tutta l’umanità”;

“L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia stessa”;

“Vi esorto a essere credibili e coerenti testimoni di queste verità fondamentali attraverso la vostra attività politica e più basilarmente attraverso il vostro impegno a condurre una vita autentica e coerente”.


(L’Osservatore Romano – 31 Marzo 2006)