Baget Bozzo: il ”cattolico” Prodi porta il laicismo di sinistra al potere…

La cappa ideologica

Intervista a Gianni Baget Bozzo
   
«Prodi fa il baciapile ma è nemico della Chiesa»

«Con Pacs e aborto la sinistra mette a rischio la nostra civiltà». Critiche anche dall’Osservatore Romano…

ROMA Il Professore apre alle coppie di fatto, a quelle gay, dichiara di escludere l’eutanasia ma è favorevole al testamento biologico. Posizione che l’Osservatore Romano ha attaccato, definendola «ostinati tentativi di scardinare il progetto di Dio sulla famiglia». E la decisione prodiana indica che «se il centrosinistra vincerà le prossime elezioni, sarà inevitabile lo scontro con la Chiesa. Altro che esponente cattolico: Romano Prodi è infatti solo il cavallo di Troia per espugnare la cittadella del potere e farla conquistare dalla sinistra». Del resto, «la Chiesa non l’ha mai riconosciuto nel suo preteso ruolo di leader cattolico». Il giudizio dì don Gianni Baget Bozzo è netto e definitivo.


Prodi sta studiando da Zapatero?
«Non siamo proprio allo zapaterismo, Prodi ha anche cercato di smussare la sua proposta sui Pacs. Tuttavia la sua posizione esprime con chiarezza questo fatto: la sinistra ha una forte componente laicista, che la pervaderà completamente. In questo passaggio si realizzerà la sua natura essenzialmente europea. Il laicismo non può fare a meno di espandersi ad ogni aspetto della vita sociale e culturale. Ecco perché tanto interesse per i Pacs, l’aborto, l’eutanasia».


Ma il Professore che rapporti ha effettivamente con la Chiesa?
«Prodi è l’esponente di questa linea laicista della sinistra, è l’uomo che la esprime. Conduce la sinistra al potere e lo fa – e questo dispiace alla Chiesa – dicendosi cattolico. Insomma, è il cavallo di Troia della sinistra. Si è fatto passare come esponente cattolico, ma in questo senso la Chiesa non lo ha mai riconosciuto».


Sinistra e mondo cattolico: corteggiamento o schiaffi, odio o amore?
«La sinistra ora certo mantiene un compromesso tattico verso la Chiesa, un atteggiamento che cambierà radicalmente quando la sinistra arriverà al potere. La sua sarà appunto una vera e propria conquista del potere, non avverrà quello che è avvenuto con il centrodestra, ossia una maggioranza che governa».


Vuol dire che ci sarà un nuovo sistema di governo?
« Ripeto, la sinistra si imporrà come sistema pervasivo, nella cultura, nella società e persino nella religione. La Chiesa non potrà scenderà a patti con tutto questo. Del resto, la cultura laicista ha questa natura. E lo vediamo in atto in Europa. Se finora in Italia non è accaduto nulla di irreparabile è perché, in questo momento, è il Paese più cattolico d’Europa».


Con una Chiesa che alza la voce…
«E che ha capito che la strada della sinistra va in quella direzione, nella direzione laicista, quella del via libera, appunto, alle unioni tra gay, il che poi, alla fine, significa contribuire a distruggere l’istituzione del matrimonio.
Così come capitolare sui capisaldi della difesa della vita e approvare l’aborto, l’eutanasia, l’uso degli embrioni per la sperimentazione significa alla fine distruggere le basi della nostra civiltà. La Chiesa ha capito dove può condurre la strada imboccata dalla sinistra ed è anche per questo che alza la voce».


La cultura laicista cui lei si riferisce ha quindi soppiantato,nei rapporti con la Chiesa, la cultura storica comunista?
«Il Pci storico, nella sua componente comunista integrale, era concordatario. Ma ora la cultura storica comunista concordataria viene meno, lasciando spazio alla componente laicista, di radice europea, che nel potere per il potere vede la sua realizzazione più completa. In questa visione si muovono i Ds, e le altre forze politiche che vi si associano e la Margherita non può opporsi a questa linea».


Insomma lo scontro tra Chiesa e la sinistra è davvero inevitabile?
«Hanno conquistato tutto, pezzo per pezzo: la cultura, l’opinione pubblica, i costumi sociali. Se conquistano anche il potere, l’unica cosa che non avranno conquistato sarà la Chiesa. Anche contro le parole e forse le stesse intenzioni, sarà inevitabile e fondamentale il confronto – e lo scontro – tra la sinistra al potere; e la Chiesa».


Come dovrebbe reagire la Chiesa a questa situazione?
«La Chiesa che vuol combattere, quella del Papa Ratzinger, dovrà fare per forza i conti con questa realtà. Nella sua prospettiva, certo, sarebbe augurabile che il centrodestra vincesse le elezioni. Perciò sarebbe auspicabile che facesse ogni sforzo possibile per far capire agli italiani che se vince il centrosinistra la libertà è in pericolo e quella dei cattolici in particolare».


di Caterina Maniaci
Libero 7 dicembre 05