A Roma sexy shop in farmacia, grazie a Veltroni

Politiche per la donna

Il pericoloso «vuotume» delle iniziative sociali della Sinistra


LA GIUNTA DI VELTRONI SI AFFIDA AI PRODOTTI DA SEXY SHOP


Nelle farmacie comunali di Roma oggetti da sexy shop sono esposti accanto alle aspirine.
Proteste per l’erotismo da bancone. Eccoli questi pacchetti dello scandalo, di un infantile colore rosa, sembrano giocattoli e infatti lo slogan che li presenta è «It’s time to change your toys» (letteralmente: “È ora di cambiare i tuoi giocattoli”). Sotto la foto che ritrae alcuni animaletti di pelouche. Qualsiasi bambino ne verrebbe attratto. E così pare sia successo in alcune farmacie…


È ORA DI DIRE:  BASTA!

Nelle farmacie comunali della capitale arrivano i sexy toys, giocattoli per signore annoiate, deluse o solo curiose e scoppia la polemica. Il consigliere comunale di An a Roma, Luca Malcotti, protesta per i vibratori venduti accanto ai profilattici, ma anche alle aspirine per volere della Farmacap (Azienda Farmasociosanitaria Capitolina), l’azienda municipalizzata che gestisce le 35 farmacie comunali e che dipende dall’assessorato ai servizi sociali.
Il ragionamento potrebbe essere stato questo: aiutare il piacere è in fondo un modo di fare assistenza. E così ecco fatto l’accordo con la Durex per l’esposizione e la vendita della linea «Play». Non uno ma ben cinque tipi di «massaggiatori» sessuali […]. E questa è una notizia.
Sdegno o ironia
Ma c’è chi ci ha trovato poco da ridere in questa iniziativa.«Non so se questa idea di Farmacap di fare concorrenza ai sexy shop avrà successo oppure no, ma non mi pare che si sia nel campo dei servizi sociali. La prossima sarà la vendita di video hard?», domanda Malcotti. Uno sdegno del genere «dove andremo mai a finire…» condiviso, pare anche da alcuni clienti che non hanno gradito trovare accanto alle aspirine questi strani oggetti del e per il desiderio. Alcuni farmacisti si vergognano e nascondono queste confezioni del peccato, dal packaging accattivante, in scaffali seminascosti dei loro negozi. Ma altri li ostentano senza fare una piega. Come nella farmacia di Cinecittà dove nessuno si è finora lamentato e i commessi dietro il bancone si limitano a sorridere.
Eccoli questi pacchetti dello scandalo, di un infantile colore rosa, sembrano giocattoli e infatti lo slogan che li presenta è «It’s time to change your toys». Sotto la foto che ritrae alcuni animaletti di pelouche. Qualsiasi bambino ne verrebbe attratto. E così pare sia successo in alcune farmacie, cosa che ha portato i direttori a chiedere un appuntamento con Marco Orgera, responsabile della Farmacap.
Secondo loro la Farmacia non può essere scambiata per un sexy shop, a rischio la credibilità professionale. Ma è molto difficile raggiungere per telefono Orgera che non ha voglia di esporre la sua filosofia che valuta, evidentemente, il benessere fisico importante quanto il benessere sessuale. Da cui i sexy toys in farmacia.
E se è vero, come dice una ricerca dell’Eurisko, che una donna italiana su sei (64 per cento) è insoddisfatta della propria sessualità, solo il 40 per cento si sente a suo agio durante il rapporto, e che il 44 per cento privilegia il piacere dell’uomo al proprio, questa trovata di marketing in farmacia avrà successo. «Per adesso nessuno li chiede», assicura Emilio Cabella, farmacia a Porta Pia. «Al massimo li regalano per fare uno scherzo».
La Durex che produce i vibratori play […] spiega che il concetto di sexy shop è superato. Da due anni questi giocattoli vengono venduti nelle farmacie inglesi e nei negozi alla moda. Michele Iar, responsabile della comunicazione in Italia dell’azienda, spiega che è cambiato il modo di stare insieme della coppia, dal save sex, il sesso sicuro, al better sex, il sesso divertente […].


Maria Corbi


La Stampa 24 Febbraio 2006