2 gemelle adottate da una coppia lesbiche

Socialismo

Spagna: depravazione e degrazione della famiglia procedono spedite. Il mondo socialista esulta, vergognosa indecisione del governo dei popolari, fermezza ammirevole della Conferenza Episcopale.

Spagna: 2 gemelle adottate da una coppia lesbiche


MADRID – In Spagna esplode la polemica per la decisione di un tribunale di Pamplona, capoluogo della Navarra (nordest della Spagna) che ha concesso a una coppia di donne l’adozione di due gemelle. Le bambine sono figlie biologiche di una delle due donne, che è rimasta incinta grazie alla fecondazione artificiale.
Legalmente le due donne, di 38 e 42 anni, saranno ambedue madri legali delle bambine, che sono nate poco meno di un anno fa.
Il tribunale ha applicato una legge regionale per le coppie di fatto, ma il ministro alla Giustizia Rafael Català ha ricordato, che la legge è già stata impugnata dal Governo di fronte alla Corte Costituzionale per abuso di competenza. Nel giugno del 2000 la Navarra è diventata la prima regione iberica a riconoscere per legge alle coppie omosessuali il diritto di adottare bambini.
La Suprema Corte potrebbe invalidare la legge, sia perché si occupa di una materia che non rientra tra le competenze delle regioni, sia perché crea un diritto di famiglia diverso da quello in vigore per tutti i cittadini spagnoli.
La Conferenza episcopale spagnola ha criticato duramente la sentenza che nega al bambino il diritto di avere un padre e una madre che garantiscano il buon sviluppo della sua personalità.
La Federazione spagnola di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali (Felgt) invece esulta per lo storico traguardo, giacché “è la prima volta che in Spagna un atto legale trasforma in madri una coppia lesbica”.
Anche il mondo della politica si è spaccato sulla vicenda: da un lato PSOE, Izquirda Unida e Partito Nazionalista Nasco, plaudono l’iniziativa, l’Union del Pueblo Navarro ha promosso l’istanza di incostituzionalità. Il Partito Popolare del presidente Aznar invece ha preferito non pronunciarsi sulla questione, per non scatenare le ire dei cattolici in vista delle prossime elezioni politiche.