100 anni fa nasceva Plinio Corrêa de Oliveira, grande pensatore cattolico

Dal mondo

Plinio Corrêa de Oliveira: una vita per la Chiesa e per la civiltà cristiana

Una presentazione biografica dell’importante pensatore cattolico brasiliano, nel centenario della nascita.

di Giovanni Cantoni

 

Un secolo fa, il 13 dicembre 1908, nasceva a San Paolo, in Brasile, Plinio Corrêa de Oliveira, da genitori appartenenti a famiglie dell\’aristocrazia rurale. Compiuti gli studi secondari presso i padri gesuiti, si forma nella facoltà di Giurisprudenza della metropoli. Iniziata la carriera professionale e pubblica, si qualifica come il maggior leader della gioventù cattolica di San Paolo. A ventiquattro anni viene eletto, nella lista della Lega Elettorale Cattolica, all\’Assemblea Costituente, nella quale è il deputato più giovane e più votato di tutto il paese. Poco dopo viene chiamato alla cattedra di Storia della Civiltà nel collegio universitario annesso alla Facoltà di Giurisprudenza; quindi, diventa titolare di Storia Moderna e Contemporanea in facoltà poi integrate nella Pontificia Università Cattolica di San Paolo. È uno dei fondatori dell\’Azione Cattolica paulista, quindi primo presidente della sua giunta arcidiocesana.
Pensatore, oratore, conferenziere e giornalista, attratto fin da giovane dall\’analisi della crisi contemporanea, della sua genesi e delle sue conseguenze, è autore di studi di carattere sociologico e storico, sempre sollecitati da situazioni della vita della Chiesa e del mondo cattolico, nonché da frangenti del mondo religioso e sociopolitico iberoamericano o internazionale. Cattolico convinto e militante, la sua parola e la sua penna sono sempre state al servizio della Chiesa e della civiltà cristiana.
 
La TFP
Nel 1960 fonda la Sociedade Brasileira de Defesa da Tradição, Família e Propriedade, la TFP brasiliana, da allora dedicandosi completamente alla funzione di presidente di questa associazione, per il cui Statuto s’ispira a quello dei Comitati Civici costituiti in Italia da Luigi Gedda (1902-2000) nel 1948. Legato di tale attività sono oltre ventimila registrazioni di conferenze, di riunioni di formazione e d\’interventi in commissioni di studio. Associazioni simili alla TFP brasiliana, ispirate al suo pensiero ma giuridicamente indipendenti, sono nate nel corso degli anni non solo nelle Americhe, ma in tutti i continenti.
Corrêa de Oliveira giornalista lascia oltre duemilacinquecento articoli e manifesti. I suoi scritti, sia volumi che articoli, sono stati spesso tradotti nelle più diverse lingue, compreso il giapponese e il vietnamita, e hanno talora raggiunto tirature da best seller.
Muore il 3 ottobre 1995 nella sua città natale, confortato dai sacramenti della Chiesa Cattolica, dopo aver ricevuto la benedizione pontificia, e in odore di santità. Sulla sua tomba dispone sia scritta un\’unica epigrafe: «Plinio Corrêa de Oliveira, vir totus catholicus et apostolicus, plene romanus», «Plinio Corrêa de Oliveira, uomo totalmente cattolico e apostolico, pienamente romano».
 
«Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»
Il pensiero e l\’azione di Corrêa de Oliveira prendono l\’avvio e ruotano attorno a un giudizio storico: è esistita una civiltà cristiana occidentale, animata dalla Chiesa Cattolica, frutto dell\’inculturazione della fede in Occidente. Di tale civiltà cristiana è in via di realizzazione il processo di distruzione, la Rivoluzione, una dinamica storica in quattro fasi: la prima religiosa, la Riforma protestante, preceduta e accompagnata da una rivoluzione culturale, rappresentata dall\’Umanesimo e dal Rinascimento; la seconda politica, la Rivoluzione Francese; la terza sociale, la Rivoluzione comunista; e, infine, la quarta, la Rivoluzione Culturale iniziata con il Sessantotto francese.
Consapevole del fatto che un processo di tanta profondità, di tale portata e di così lunga durata non può svilupparsi senza abbracciare tutte le attività dell\’uomo, come per esempio la cultura, l\’arte, le leggi, i costumi e le istituzioni, il pensatore brasiliano, limitandosi a un filone di questo vasto argomento, ne traccia in modo sommario i contorni e ne descrive in forma di tesi – talora aforismi, massime – le grandi linee, non solo storiche, ma soprattutto strutturali, in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, del 1959, uno studio accresciuto nel 1977 di una nuova parte.
«Rivoluzione e Contro-Rivoluzione – afferma il canonista claretiano argentino Anastasio Gutiérrez Poza (1911-1998) in un apprezzamento espresso nel 1993 – è un\’opera magistrale, i cui insegnamenti dovrebbero essere diffusi fino a farli penetrare nella coscienza di tutti quanti si sentano autenticamente cattolici e, direi di più, di tutti gli uomini di buona volontà».
La descrizione della Rivoluzione nella prima parte di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione in un certo senso suggerisce simmetricamente, sempre per sommi capi, le grandi linee dell\’azione per contrastarla, della Contro-Rivoluzione, il cui ideale consiste – come scrive l\’autore – «[…] nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cattolica», e che viene illustrata nella seconda parte dello stesso studio.
Fra le sue opere vanno ricordate almeno la prima, Em Defesa da Ação Católica, del 1943, in cui egli denuncia l\’attacco alla Chiesa Cattolica da parte del progressismo allora incipiente, e l\’ultima, Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato e alla Nobiltà romana, del 1993, nella quale, negli spazi lasciati aperti dall\’abbandono della mitologia socialcomunista dopo il 1989, suggerisce una rinnovata attenzione verso quanto rimane della nobiltà europea ed extra europea, e di ogni élite tradizionale a essa analoga, che invita – con parole di Papa Pio XII (1939-1958) del 1947 – a non accontentarsi «[ …] di restare ritto, impassibile, in mezzo alle rovine», ma della quale auspica un ricupero dell\’impegno sociale attivo. Fra gli scritti di carattere spirituale, la cui natura e il cui tenore esprimono in modo inequivoco la coscienza dell\’unità fra vita religiosa e vita politico-sociale, figura la raccolta Via Crucis. Due meditazioni, tradotta in italiano nel 1993.
Tanto nelle opere quanto nell\’opera di Corrêa de Oliveira emerge la rilevanza specifica, nella sua formazione, della «meditazione di due bandiere» «l\’una di Cristo, sommo capitano e Signore nostro, l\’altra di Lucifero, mortale nemico della nostra umana natura» -, proposta da sant\’Ignazio di Loyola (1491-1556) nella seconda settimana dei suoi Esercizi Spirituali, nonché degli scritti di san Luigi Maria Grignion di Montfort (1673-1716) e di monsignor Henri Delassus (1836-1921).
Figura eminente della scuola di pensiero e d\’azione della Contro-Rivoluzione cattolica nel secolo XX, il pensatore brasiliano in essa si distingue soprattutto perché sottolinea l\’importanza dei fattori «passionali», delle tendenze e di costume nel processo rivoluzionario e la loro influenza sugli aspetti strettamente ideologici di esso, convinto si tratti di elementi che, se trascurati, comportano una visione incompleta della Rivoluzione e la conseguente adozione di metodi controrivoluzionari inadeguati. Inoltre, in conformità con un tratto rilevante di questa scuola, costanti sono in lui l\’attenzione e il riferimento autoritativo al Magistero pontificio, che si è venuto sviluppando in modo particolare a partire dalla metà del secolo XVIII, sollecitato dalla socializzazione di errori e di tendenze disordinate, quindi dagli avvenimenti e dalle istituzioni che ne sono derivati.
 
Bibliografia
G. Cantoni, Plinio Corrêa de Oliveira (19081995), in IDIS. Istituto per la Dottrina e l\’Informazione Sociale, Voci per un «Dizionario del Pensiero Forte», Cristianità, 1997.
G. Cantoni, Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. La coscienza della Magna Europa e il quinto viaggio di Colombo, Sugarco, 2008.
Roberto de Mattei, Il crociato del secolo XX. Plinio Corrêa de Oliveira, con una prefazione di S. Em. Alfons Maria card. Stikler S.D.B. (1910-2007), Piemme, 1996.
Massimo Introvigne, Una battaglia nella notte. Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa, Sugarco, 2008.
 
Il Timone, n. 77, novembre 2008, pp. 50-51